Dal 2023 ad oggi: la compilation dei disservizi firmati Iblea Acque

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Per compilation solitamente si intende una raccolta di brani musicali di vario genere racchiusa all’interno di un unico album. Ebbene, facendo questo parallelismo musicale, la situazione della rete idrica provinciale da quando Iblea Acque ha preso in mano le redini della baracca, non è altro che una raccolta di errori di svariati tipi.

Dalle file chilometriche agli sportelli alla carenza d’acqua, passando per le bollette pazze. Una sinfonia che, sempre restando in tema, è semplicemente stridula e frutto di una gestione che definire tragicomica equivale a fare un complimento.

In questo articolo, cercheremo di ripercorrere le volte principali in cui la compagnia ha dimostrato di non fornire ai cittadini un servizio all’altezza e lo faremo narrando i fatti in ordine cronologico.

L’inizio: l’avvento di Iblea Acque

Iblea Acque ha assunto formalmente la gestione della rete idrica nella provincia di Ragusa il 24 e 25 ottobre 2022, con la presa effettiva su larga scala avviata nel maggio 2023. Da quel momento, i disservizi e le criticità causati dalla compagnia nelle diverse città dell’ibleo sono tristemente diventate un’abitudine.

Il 2023: le anomalie nelle bollette

L’anno in cui l’azienda prende in carica la gestione della rete idrica comincia con il botto, con diverse segnalazioni di anomalie all’interno delle bollette, più precisamente di fatturazioni errate.

I dati ereditati dai Comuni sono spesso inaccurati e le segnalazioni da parte dei cittadini non tardano ad arrivare. Uno dei problemi maggiormente riscontrati inoltre, è la presenza di importi non riconducibili a quello che allora era il nuovo gestore, bensì a quelli precedenti.

Ricordiamo infatti che prima, ogni Comune gestiva la situazione per conto suo, scegliendo il proprio gestore di fiducia.

Ciò che traspare subito, in questo caso, è la mancanza di comunicazione tra Iblea Acque e le varie associazioni.

2024: difficoltà operativa, carenza idrica e bollette alle stelle

Il nuovo anno non sembra cominciare tanto meglio, anzi. Nel 2024 la situazione è destinata a peggiorare. Partiamo anzitutto dalla crisi operativa dovuta ai costi ancora a carico dei Comuni, con l’emblematico caso del Comune di Ragusa.

Il capoluogo ibleo infatti, allora aveva anticipato 7 milioni di euro, continuando a pagare bollette che Iblea Acque non poteva di fatto sostenere. A far scoppiare il tutto fu il capogruppo del PD di Ragusa Giuseppe Calabrese, che in un suo ordine del giorno (poi bocciato) evidenziò come il Comune fosse ancora ostaggio di vecchie bollette dell’energia elettrica legate all’idrico, dato che Iblea Acque non aveva ancora volturato i contratti.

Aggiungiamoci anche che il sindaco di Ragusa Peppe Cassì è presidente del comitato di controllo analogo della società ed ecco spiegato il motivo della bocciatura dell’ordine del giorno.

Nel luglio dello stesso anno, la città di Ragusa viene colpita da una crisi idrica causata da un abbassamento delle falde idriche per carenza di piogge. La compagnia per tanto, attiva un numero preposto alla segnalazione di disservizi e la richiesta di autobotti.

Superata questa parentesi, qualche mese più tardi ripartono le anomalie delle bollette, che fanno registrare prezzi fuori misura privi di un’effettiva lettura. La problematica colpì vari Comuni, ma a denunciare furono i consiglieri comunali di Pozzallo, Francesco Giannone ed Enzo Pisana.

I due chiesero in un incontro con i vertici della società e l’apertura degli sportelli più giorni alla settimana. La situazione comunque, non è cambiata: lo sportello infatti, ancora oggi rimane aperto solamente il mercoledì, dalle 9 alle 12.

Passa il tempo e si ritorna al problema delle inesattezze presenti nelle bollette, con i cittadini che reclamano importi non aderenti alla realtà e lamentano anche mancate risposte della compagnia alle istanze di reclamo.

A erigersi a portavoce dei cittadini fu Assoutenti, nella persona del suo presidente Rosario Nigro, che esortò addirittura il ricorso a pratiche stragiudiziali tramite l’ARERA o l’appello al giudice di pace.

2025: rieccoci, punto e a capo

L’anno solare 2025 si apre pressoché allo stesso modo del 2024, con errori di fatturazione segnalati questa volta a Scicli.

Un caso particolare, avvenuto in estate, è sempre quello di Scicli, protagonista della razionalizzazione dell’acqua dovuta a infiltrazioni di escherichia coli e batteri coliformi, facilitate dal pessimo stato delle reti idriche e fognarie, che portarono il sindaco Marino a emettere un’ordinanza di sospensione dell’uso dell’acqua potabile.

Analogo è l’esempio di Vittoria, dove il sindaco Aiello emise un’ordinanza di divieto dell’utilizzo di acqua potabile, legata però alla deviazione dell’acqua da una zona all’altra, in concomitanza con il trasferimento di gran parte della popolazione da Vittoria a Scoglitti durante l’estate.

2026: un calvario senza fine

Il nuovo anno si è aperto malissimo, con l’arrivo del ciclone Harry, che ha danneggiato fortemente le reti idriche. L’impatto è stato tale da causare infiltrazioni di fango che hanno contaminato la rete, al punto da far sospendere l’utilizzo dell’acqua potabile in alcuni comuni come Modica e Ispica.

In alcune zone, come Modica, la situazione si è ripristinata, ma c’è ben poco da gioire. L’ufficio cittadino, aperto il martedì e il giovedì dalle 9 alle 12, è stato protagonista di un episodio spiacevole avvenuto lo scorso febbraio.

In molti utenti si sono presentati già all’alba pur di avere uno fra i primi posti allo sportello, con qualche temerario che ha addirittura dormito in macchina per non farsi rubare il posto. La situazione è degenerata quando gli utenti sono stati invitati a venire in un altro giorno.

Ad intervenire è stato l’ingegnere Renato Savarese, che ha passato la palla all’amministratore delegato Stefano Guccione, affermando come il potenziamento degli uffici di Modica sia responsabilità di quest’ultimo.

Ma se i nostri lettori pensano che questo sia tutto si sbagliano di grosso, poiché ciò è solamente la punta dell’iceberg: gli uffici di Modica hanno infatti evidenti problemi strutturali, non disponendo nemmeno di bagni e in alcuni casi mancano addirittura le sedie.

Savarese ha però assicurato che presto ne verranno messe a disposizione di nuove, per poter garantire a tutti di avere un posto a sedere durante l’attesa, cimentandosi in un’altissima forma di ragebaiting (un termine social usato per indicare quelle espressioni dette appositamente per provocare rabbia o indignazione).

Ultimo ma non meno importante, è il caso di Ispica. Vi avevamo già parlato del guasto di una pompa nel pozzo 6 cittadino che sta causando non ben pochi disagi ai residenti di diversi quartieri. Ebbene, dopo una settimana (complice anche il maltempo), il problema non è stato ancora risolto.

Una lista lunghissima

In questa lista, già di per sè lunga, abbiamo trascurato un sacco di elementi. Avremmo potuto raccontarvi delle inesattezze degli uffici, dei ritardi e dei crediti non restituiti a Modica, con la città della Contea ormai teatro di incontri istituzionali un giorno sì e l’altro pure.

Oppure degli ulteriori guasti tecnici e dei numerosi malfunzionamenti agli impianti presenti a Scicli, che hanno portato a diverse interruzioni idriche.

Abbiamo comunque scelto di raccontarvi i casi più simbolici per cercare di fare chiarezza, quantomeno per far trasparire un messaggio: non è possibile che nel 2026 dei privati cittadini non abbiano accesso regolare a quello che è di fatto il bene più più prezioso al mondo per colpa dell’incuria delle infrastrutture e degli errori da parte di coloro che dovrebbero gestire questo tipo di servizi.

Antonio Latino

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