Caro energia, il Comitato Più Uno segnala i rischi per l’economia di Pozzallo

2–3 minuti

Il caro energia e il prezzo dei carburanti tornati sopra i 2 euro al litro accendono l’allarme a Pozzallo, dove il Comitato Più Uno lancia un appello parlando apertamente di rischio economico reale per famiglie e imprese del territorio.

La preoccupazione riguarda in modo particolare il comparto marittimo, la pesca e l’autotrasporto, settori che rappresentano una parte importante dell’economia locale e che oggi fanno i conti con costi di gestione sempre più difficili da sostenere. Secondo il Comitato, l’instabilità internazionale degli ultimi mesi avrebbe contribuito a una nuova impennata dei costi energetici, con effetti concreti sulla vita quotidiana e sulle attività produttive.

Il coordinatore Ennio Ammatuna spiega che non sarebbe più rinviabile una strategia sia immediata che di prospettiva, capace di alleggerire il peso economico che grava sulle comunità locali. Tra le proposte avanzate c’è quella di accelerare sulla creazione di Comunità energetiche rinnovabili comunali per favorire autoproduzione e autoconsumo di energia, ma anche l’avvio di una programmazione concreta sul trasporto pubblico locale e sulla mobilità sostenibile, tema che secondo il Comitato non può più essere rimandato.

Si parla anche della necessità di interventi locali sulla fiscalità per sostenere i settori più esposti ai rincari, insieme al potenziamento degli sportelli di orientamento energetico, o alla loro istituzione nei Comuni dove ancora non esistono, per dare un supporto più diretto a cittadini e attività economiche.

“La crisi energetica non si contrasta aspettando solo le decisioni centrali. Proponiamo che i Comuni del territorio istituiscano immediatamente un Fondo Emergenza Energia”, dichiara Ennio Ammatuna, coordinatore del Comitato Più Uno Pozzallo, spiegando che questo potrebbe essere alimentato anche dai dividendi derivanti dagli impianti fotovoltaici comunali o da progetti di compensazione ambientale.

Particolarmente delicata, viene evidenziato, la situazione del settore della pesca. Il costo del gasolio starebbe rendendo sempre più difficile anche solo uscire in mare, con imprese costrette a scegliere se lavorare in perdita oppure fermarsi. Secondo il Comitato, nonostante alcuni fondi siano stati previsti, si tratterebbe di misure considerate insufficienti e troppo limitate nel tempo, incapaci di rispondere a una crisi definita strutturale e che riguarda migliaia di lavoratori della filiera.

“È nelle nostre città, nel tessuto delle nostre comunità, che possiamo e dobbiamo costruire la prima linea di difesa contro questa crisi”, conclude Ammatuna, sottolineando come il territorio debba provare a reagire partendo proprio dalle realtà locali e dalle proprie risorse.

(czcz)

PUBBLICITÀ

Coop 970x250

ALTRE TOP NEWS