Le segnalazioni dei cittadini sopratutto sui social descrivono un clima di altissima tensione che si consuma ogni giorno tra le mura dell’ufficio postale. Se un tempo gli operatori erano tre, oggi la riduzione drastica a una sola unità costringe la gente a attese estenuanti che vanno dall’ora all’ora e mezza.
Questo imbuto umano ricade interamente sulle spalle dell’unica impiegata allo sportello, chiamata a gestire decine di persone innervosite dalla lunga fila. Una condizione definita da molti umanamente impossibile, che mette a rischio la serenità dei lavoratori e degli utenti, con alcuni cittadini che arrivano a inveire contro la direttrice accusandola di inefficienza, nonostante quest’ultima sia impegnata nei compiti previsti dal suo ruolo.
Il fantasma della chiusura e il precedente del Postamat
Il sospetto di molti scoglittiesi è che Poste Italiane stia trattando la frazione come una Cenerentola poco redditizia della provincia iblea. Non sarebbe la prima volta che la comunità viene bistrattata, basta ricordare la lunga battaglia condotta in passato dal comitato La Voce di Scoglitti per ottenere la sostituzione di un Postamat vecchio e obsoleto che costringeva a file chilometriche anche all’esterno. Solo dopo un sit-in e una raccolta firme l’azienda si convinse a installare un apparecchio moderno. Oggi il problema si è spostato all’interno, dove la mancanza di sedie sufficienti rende il calvario ancora più pesante per anziani e disabili, costretti a restare in piedi in attesa del proprio turno.
La segretaria del Pd di Vittoria, Roberta Sallemi, ha preso carta e penna per scrivere al direttore provinciale chiedendo interventi immediati e paventando il collasso con l’arrivo della stagione estiva. La denuncia punta il dito contro una politica aziendale che, in nome del profitto e della digitalizzazione, sembra voler tagliare i ponti con i territori periferici. Sebbene l’informatica stia cambiando i servizi, esiste ancora una vasta fetta di utenza, specialmente quella più anziana, che riceve bollette cartacee e ha bisogno del contatto umano per i propri pagamenti. Senza un incremento del personale impiegatizio, il rischio è che Scoglitti perda un diritto fondamentale in nome di tagli troppo netti per la realtà locale.
La situazione richiede un intervento urgente non solo da parte dell’azienda postale ma anche delle istituzioni comunali. L’obiettivo è evitare che la tensione degeneri ulteriormente, garantendo un servizio dignitoso a una popolazione che già si sente trascurata. Con l’estate alle porte, quando i residenti si moltiplicano esponenzialmente, l’attuale assetto con un solo sportello operativo appare del tutto inadeguato a reggere l’urto. Bisogna agire prima che il prossimo taglio porti il numero di dipendenti a zero, sancendo la fine di un servizio vitale per l’intera borgata.
(czcz)






