Ciclone Harry, scontro sugli aiuti: coinvolte anche diverse imprese iblee

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L’impugnativa della legge regionale sui ristori per il ciclone Harry decisa dal Governo nazionale rischia adesso di trasformarsi in un problema concreto anche per le imprese della provincia di Ragusa che avevano già ottenuto l’ammissione ai contributi. Una decisione che arriva mentre molte attività aspettano ancora certezze sui tempi dei finanziamenti.

Il provvedimento approvato dall’Assemblea regionale siciliana il 30 gennaio aveva messo a disposizione circa 40 milioni di euro per sostenere le aziende colpite dal maltempo che a gennaio aveva flagellato anche il territorio ibleo.

La legge sotto esame dello Stato

Secondo quanto emerso l’impugnativa riguarderebbe alcune parti della norma considerate in contrasto con la legislazione nazionale, in particolare le deroghe legate al Durc per alcune imprese e le misure relative alle concessioni demaniali marittime.

La parola adesso passa alla Corte costituzionale. Saranno i giudici a stabilire se le parti contestate dovranno essere annullate oppure se potranno restare valide. Un passaggio tecnico ma che potrebbe avere conseguenze pratiche sui tempi dei ristori.

Come erano stati previsti i contributi

La legge prevedeva una dotazione complessiva di circa 40,8 milioni di euro. Di questi circa 20 milioni erano destinati alle imprese, 5 milioni alla pesca, altri 5 milioni all’agricoltura mentre oltre 10 milioni riguardavano interventi collegati al settore balneare.

Proprio la presenza di procedure già avviate rende adesso delicata la situazione, perchè eventuali modifiche alla legge potrebbero incidere anche sull’iter amministrativo dei contributi.

Trenta imprese ragusane dentro la misura

Negli elenchi pubblicati nelle settimane scorse risultano 30 le imprese della provincia di Ragusa ammesse ai ristori. Aziende distribuite tra Ragusa, Vittoria, Pozzallo, Ispica, Scicli e Santa Croce Camerina.

Tra le imprese inserite negli elenchi compare anche Enzo a Mare s.r.l., attività di ristorazione sul litorale di Santa Croce Camerina conosciuta anche per essere tra i luoghi legati alla serie televisiva del Commissario Montalbano.

Si tratta in gran parte di attività legate al turismo, alla ristorazione e ai servizi del litorale, tra i settori che avevano subito i contraccolpi più pesanti dopo le mareggiate e il vento forte dei giorni dell’emergenza.

La preoccupazione dopo l’impugnativa

L’impugnativa non cancella automaticamente i contributi ma apre una fase di incertezza che viene seguita con attenzione anche nel territorio ragusano. Tra gli operatori economici prevale soprattutto la prudenza in attesa di capire se ci saranno rallentamenti.

Al momento non risultano stop ufficiali alle procedure ma resta il nodo dei tempi e delle eventuali conseguenze che potrebbero arrivare dal giudizio della Corte costituzionale.

La posizione della Regione sulla norma contestata

Dalla Regione Siciliana arriva intanto una precisazione sull’impugnativa decisa dal Consiglio dei ministri. Da Palazzo d’Orléans viene chiarito che il ricorso riguarderebbe esclusivamente un aspetto tecnico legato alla disciplina del Durc e non l’intero impianto degli aiuti previsti per i danni del ciclone Harry. Secondo quanto riferito, il rilievo sarebbe stato sollevato dal Ministero del Lavoro nell’ambito delle competenze sulla previdenza sociale. La stessa amministrazione regionale evidenzia inoltre che lo Stato avrebbe già manifestato la disponibilità a prevedere una specifica deroga sul Durc all’interno del decreto nazionale sugli aiuti per l’emergenza maltempo, misura che dovrebbe riguardare Sicilia, Calabria e Sardegna.

La posizione dei balneari siciliani

Sulla vicenda interviene anche l’Associazione Turistica Balneare Siciliana che in una nota parla di disparità di trattamento tra la Sicilia e altre regioni colpite da calamità naturali. Secondo l’associazione l’impugnativa della legge rischia di bloccare ristori considerati fondamentali per la sopravvivenza di molte imprese del comparto turistico balneare. I rappresentanti dei concessionari evidenziano inoltre come in altri casi, come l’alluvione in Emilia Romagna del 2023, siano state adottate misure straordinarie di sospensione degli obblighi fiscali e delle procedure di riscossione. Da qui la richiesta di interventi urgenti anche per la Sicilia, con la sospensione degli adempimenti fiscali e misure di tutela per le imprese che, secondo quanto riportato nel comunicato, rischierebbero difficoltà economiche ancora più gravi in vista della stagione estiva.

(czcz)

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