Liste d’attesa, il confronto che fa discutere: Siracusa pubblica, Ragusa tace

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Sanità, attese fino al 2027 per un esame mentre in altre province i dati sono pubblici ogni giorno. È il caso sollevato dal Comitato Civico Articolo 32 che punta il dito contro la gestione delle liste d’attesa dell’Asp di Ragusa e chiede spiegazioni sulla differenza con Siracusa.

A denunciare la situazione è Rosario Gugliotta, presidente del Comitato Civico Articolo 32, che parla di una gestione sempre più opaca dell’azienda sanitaria provinciale. Al centro della protesta non solo le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, ma anche i criteri organizzativi interni e le scelte sulle risorse umane.

Secondo quanto segnalato, continuerebbero le assunzioni di figure amministrative a fronte di una carenza di personale sanitario, con ripercussioni sull’organizzazione dei servizi e sull’erogazione delle prestazioni ai cittadini. Una situazione che, viene sottolineato, alimenta malumori sia tra gli operatori sia tra gli utenti.

Liste d’attesa e accesso alle prestazioni

Tra i punti più critici indicati c’è la gestione delle prenotazioni. Sempre più spesso, viene riferito, agli sportelli verrebbe risposto che non è possibile prenotare alcune prestazioni. Alla richiesta di una attestazione formale sulla chiusura delle agende, la risposta sarebbe un rifiuto motivato da “ordini superiori”.

Nel caso segnalato dal Comitato, un paziente affetto da tiroidite linfocitaria cronica avrebbe chiesto una riduzione dei tempi di attesa, indicati in circa 20 mesi, ricevendo come risposta una comunicazione nella quale la richiesta viene ritenuta non appropriata trattandosi di un controllo e non di un primo accesso.

Dalla documentazione mostrata emerge inoltre una prenotazione per una diagnostica ecografica con una data fissata nel novembre 2027, elemento che viene indicato come esempio concreto delle difficoltà di accesso alle cure.

Il confronto con Siracusa

Il confronto viene fatto con quanto accade in altre realtà vicine. In provincia di Siracusa, viene evidenziato, le liste d’attesa sarebbero consultabili pubblicamente con aggiornamenti ogni 24 ore, con l’indicazione delle strutture sanitarie e perfino dei reparti dove vengono effettuate le prestazioni.

Una trasparenza che, secondo il Comitato, a Ragusa non sarebbe garantita. Da qui le domande poste pubblicamente: perché le liste non vengono rese accessibili, quanti sono i percorsi di prenotazione attivi e chi ne gestisce l’organizzazione.

Nel documento diffuso si richiama anche la normativa sulla trasparenza, con riferimento al decreto legislativo 33 del 2013 legato alle norme anticorruzione, sostenendo che la pubblicità dei dati rappresenterebbe una garanzia per evitare possibili abusi.

Il Comitato Civico Articolo 32 ribadisce di non voler alimentare polemiche ma di chiedere un cambio di passo per migliorare efficienza e trasparenza del servizio sanitario pubblico provinciale.

(czcz)

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