Cara accisa, ti scrivo: in Sicilia sei la benvenuta (ma solo sulla carta)

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Continuano a crescere in Sicilia i prezzi dei carburanti, nonostante lo sconto sulle accise previsto dal Governo nazionale per fronteggiare l’emergenza legata alla crisi internazionale e alla guerra in Iran. Nell’Isola, i costi restano tra i più alti d’Italia e il beneficio previsto appare già fortemente ridimensionato.

Secondo quanto denuncia il Codacons, sulla base dei dati ufficiali del Mimit, lo sconto di 24,4 centesimi al litro risulta di fatto dimezzato. Il prezzo del gasolio si attesta intorno ai 2 euro al litro, superando in molti casi questa soglia. A livello nazionale, invece, il prezzo medio del gasolio si ferma a 1,976 euro al litro, mentre la benzina raggiunge quota 1,717 euro.

In Sicilia, però, i listini risultano più elevati, con pesanti ricadute sulle famiglie e sull’economia, soprattutto per l’aumento dei costi di trasporto. Il taglio delle accise, dunque, rischia di trasformarsi in un intervento solo apparente: a fronte dei 24,4 centesimi previsti, il prezzo del gasolio è sceso appena di 12,7 centesimi al litro.

Secondo il Codacons, il problema non risiede nella mancata applicazione dello sconto – recepito da tutti gli impianti – ma nell’aumento del prezzo industriale dei carburanti, che finisce per penalizzare in modo particolare la Sicilia.

Una situazione definita anomala e preoccupante: il taglio delle accise, anziché rappresentare un reale beneficio, si traduce in un danno economico significativo. Se non si interverrà con controlli adeguati, il rischio è che lo sconto si riduca progressivamente, perdendo del tutto la sua efficacia.

Da qui l’appello dell’associazione dei consumatori: serve maggiore trasparenza per tutelare i cittadini ed evitare possibili speculazioni sul prezzo dei carburanti.

(cscs)

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