Una mozione a Modica per chiede il nuovo Piano urbanistico generale per superare gli squilibri tra centro, frazioni e fascia costiera.
Un nuovo Piano urbanistico generale per ridisegnare lo sviluppo della città e provare a superare quelle che vengono indicate come differenze evidenti tra le varie zone di Modica. È questa la richiesta arrivata in Consiglio comunale attraverso una mozione urgente firmata da Paolo Nigro insieme ai consiglieri Elena Frasca e Daniele Scapellato del gruppo Siamo Modica, Giovanni Piero Covato, Giovanni Alecci, Ippolito Ruffino, Rita Floridia e Massimo Caruso della Democrazia Cristiana, Miriam Franzò, Giammarco Covato e Angelo Spadaro del gruppo Radici Iblee.
Una pianificazione ferma da quasi nove anni
Al centro dell’iniziativa c’è la necessità, indicata dai firmatari, di aggiornare la pianificazione urbanistica della città a distanza di quasi nove anni dall’approvazione della variante al Piano regolatore generale. Un lasso di tempo considerato troppo lungo rispetto ai cambiamenti che nel frattempo hanno riguardato il territorio.
Nel documento si fa riferimento al decreto numero 214 del 22 dicembre 2017 con il quale la Regione approvò il Piano regolatore, introducendo però anche una serie di prescrizioni che avrebbero portato, nei fatti, ad una pianificazione considerata incompleta. Furono infatti approvate soltanto alcune zone omogenee, tra queste il centro storico, le aree di interesse architettonico e ambientale, le zone agricole e alcune aree artigianali e industriali già esistenti.
Restarono invece fuori altre parti importanti del territorio, in particolare le aree destinate all’espansione urbana, al completamento delle periferie, agli insediamenti turistici e alle nuove aree produttive. Una situazione che, secondo quanto scritto nella mozione, avrebbe creato nel tempo una disparità concreta tra diverse zone della città.
Le contrade rimaste senza prospettive di crescita
Tra gli aspetti messi in evidenza c’è anche la condizione di alcune contrade e frazioni come Zappulla, Frigintini e Montesano, ma anche Marina di Modica e Maganuco. Realtà che, secondo i consiglieri firmatari, negli anni avrebbero visto ridursi le possibilità di crescita urbanistica proprio per l’assenza di una programmazione aggiornata.
Altro elemento segnalato riguarda la scadenza dei vincoli preordinati all’esproprio per le aree destinate ai servizi pubblici, un passaggio tecnico ma ritenuto importante perchè renderebbe ancora più urgente una revisione complessiva degli strumenti urbanistici. Un tema che torna ciclicamente nel dibattito politico cittadino e che adesso viene riproposto con una certa urgenza.
Con la mozione viene quindi chiesto all’amministrazione comunale di avviare il percorso per la redazione del nuovo Piano urbanistico generale, come previsto dall’articolo 26 della legge regionale 19 del 2020, individuando anche le linee guida necessarie per arrivare alla sua stesura.
Tra i punti indicati anche la partecipazione al bando regionale previsto dal decreto numero 46 del 16 marzo 2026 che prevede contributi economici destinati ai Comuni proprio per aggiornare o redigere gli strumenti urbanistici. Per una città della dimensione demografica di Modica il contributo previsto è di 55 mila euro.
Le domande dovranno essere presentate entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana, una scadenza che, secondo i proponenti, impone tempi abbastanza stretti e la necessità di muoversi senza ritardi per evitare di perdere questa occasione. Un passaggio che potrebbe rivelarsi decisivo, anche se molto dipenderà dalle scelte che verranno fatte nelle prossime settimane.
(czcz)







