Fine dei bonus e cantieri in calo, timori anche per il settore edile ibleo

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Quasi 800 imprese edili in meno in Sicilia in due anni, un dato che preoccupa anche il territorio ragusano dove il settore delle costruzioni resta uno dei pilastri dell’economia locale, tra cantieri privati, riqualificazioni e interventi legati agli incentivi degli ultimi anni.

A lanciare l’analisi è Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, partendo dai dati dell’Osservatorio statistico Cnce sugli ultimi trimestri tra il 2023 e il 2025. Un periodo che segna la fine della spinta eccezzionale legata ai bonus edilizi e l’avvio di una fase diversa per tutto il comparto.

“In due anni, dal 2023 al 2025, il numero delle imprese del settore è sceso da 10.773 a 9.989, con quasi 800 in meno”, spiega Giovanni Pistorio. Un segnale che indica una riorganizzazione del settore che riguarda tutta l’Isola e che, anche nei territori come la provincia di Ragusa dove l’edilizia ha avuto un ruolo importante negli ultimi anni, impone una riflessione sul futuro.

Già nel 2024 si era registrato un rallentamento rispetto al 2023, con il calo delle ore lavorate del 3,6%, dei lavoratori del 2,68% e della massa salari del 2,55%. Il 2025 invece mostra segnali misti, con una crescita delle ore lavorate del 3,89%, degli addetti del 3,12% e della massa salari del 9,03%, ma con un ulteriore calo del numero delle imprese, meno 4,21% rispetto all’anno precedente.

Secondo Giovanni Pistorio questi numeri vanno letti tenendo conto anche della fase ancora attiva dei cantieri collegati al Pnrr, destinata però a ridursi nel giro di poco più di un anno.

Formazione e casa, le priorità indicate dal sindacato

Per la Fillea Cgil diventa quindi necessario preparare il settore alla fase che seguirà la conclusione degli interventi straordinari. “Il ciclo espansivo legato ai bonus fiscali è ormai alle spalle e con il progressivo esaurimento degli interventi del Pnrr il settore rischia una nuova contrazione con possibili effetti anche sull’occupazione”, sottolinea Giovanni Pistorio.

Tra le priorità indicate c’è il tema della riqualificazione del lavoro, con investimenti nella formazione professionale per accompagnare il settore verso modelli più innovativi e sostenibili. Un passaggio che riguarda anche le realtà produttive della provincia di Ragusa, dove negli ultimi anni si è registrata una crescente richiesta di competenze tecniche legate alla digitalizzazione e all’efficentamento energetico.

Il sindacato indica tra le figure sempre più richieste quelle legate al Bim, alla domotica, ai rilievi 3D e alla stampa 3D, ma anche tecnici specializzati negli impianti da fonti rinnovabili, nella bioedilizia e negli interventi di miglioramento antisismico.

Altro tema centrale è quello della casa. “In Sicilia esiste una forte domanda abitativa e un patrimonio edilizio spesso degradato o inefficiente dal punto di vista energetico e sismico e spesso non adeguato alle esigenze delle persone anziane”, evidenzia Giovanni Pistorio.

Da qui la richiesta di maggiori investimenti nell’edilizia sociale, nella rigenerazione urbana e nella manutenzione del patrimonio abitativo, interventi che secondo il sindacato potrebbero garantire anche occupazione stabile e qualificata nel settore delle costruzzioni.

“Senza una nuova stagione di investimenti pubblici nella casa, nella rigenerazione urbana e nella manutenzione del territorio il rischio è che alla fine del ciclo degli interventi legati al Pnrr corrisponda una nuova fase di crisi del settore e dell’occupazione”, conclude Giovanni Pistorio.
(czcz)

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