Modica, commissione dissesto, la Presidenza tocca alla Castello: non la vogliono, è anti Abbate

A Modica ormai tutto è possibile anche pensare ad istituire una commissione d’inchiesta sulla commissione d’inchiesta. Un paradosso ovviamente che è solo una nostra provocazione dopo quanto accaduto nella prima e forse ultima seduta della Commissione d’inchiesta sul dissesto istituita al Comune di Modica dove la scelta del Presidente ha creato non pochi contrasti.
Ma andiamo per ordine: ricordiamo che è stata Forza Italia a chiedere l’istituzione della commissione d’inchiesta dichiarando in consiglio comunale per voce del capogruppo avv. Fabio Borrometi che “la commissione non nasce per attribuire colpe personali o giudiziarie, ma per fare chiarezza sulle responsabilità politiche e sulle scelte amministrative che nel tempo hanno inciso sulla stabilità finanziaria dell’ente, restituendo ai cittadini una ricostruzione documentata e trasparente”
In parole povere la commissione nasce per accertare le responsabilità politica del dissesto. Da qui si potrebbe anche ritenere che tale organismo sia “inutile”, passateci il termine, perché è un po’ come voler rispondere alla domanda di che colore era il cavallo bianco di Napoleone.
Ironia a parte, diciamo che nel tempo le responsabilità del dissesto sono chiaramente attribuibili a chi ha amministrato il comune per dieci anni e, non lo diciamo certo noi, ma c’è una dichiarazione di dissesto e c’è stata anche una conferenza stampa dell’attuale amministrazione dove è stato chiarimente detto che la massa passiva che oggi pesa per oltre 80 milioni di euro sul Comune di Modica affonda le sue radici negli anni precedenti, durante la sindacatura di Ignazio Abbate.
Detto questo il consiglio comunale ha comunque deciso all’unanimità di volere istituire questa commissione e così è stato fatto.
I componenti della commissione di inchiesta eletti sono stati Corrado Roccasalvo, Neva Guccione, Giovanni Spadaro, Ivana Castello, Giorgio Civello, Rita Floridia, Elena Frasca e Miriam Franzo’.
Fin qui tutto bene. Poi però è arrivato il momento in cui per la prima volta la commissione è stata convocata dal Presidente del Consiglio Mariacristina Minardo per eleggere il Presidente che, a norma di legge, per garantire il principio delle minoranze doveva essere scelto tra i componenti della commissione che fanno parte dell’opposizione.
Leggendo i nomi chiaramente la più titolata a fare il Presidente della Commissione sarebbe stata Ivana Castello. Intanto perché così come Giovanni Spadaro è sempre stata all’opposizione (a differenza della Frasca, della Franzo’, della Floridia e dello stesso Civello che sono stati prima dalla parte della maggioranza) e poi perché diciamolo chiaramente la Castello è l’unica che conosce davvero le carte e che ha parlato di dissesto in tempi non sospetti portando in campagna elettorale documenti che attestavano quello che denunciava e che purtroppo poi si è verificato. Quindi il suo nome era l’unico spendibile. Ed è quello che fino ad un certo punto avevano sostenuto anche quelli di Forza Italia dichiarando apertamente che avrebbero votato la Castello. Poi però improvvisamente qualcosa è cambiato, e al suo posto è stato fatto il nome di Civello che invece di difendere con fermezza la decisione presa di votare la Castello si è fatto convincere che il suo nome fosse più adatto a ricoprire questo ruolo.
E così sia Forza Italia che le tre consigliere abbatiane hanno sostenuto con forza il nome di Civello. Ovviamente questo nome non è stato accettato non solo dalla stessa Castello ma nemmeno da Spadaro e neanche da Neva Guccione che ha espressamente detto che avrebbe votato la Castello ritenendola per la sua preparazione adeguata a questo ruolo. Così invece non la pensavano le tre abbatiane in particolare una di loro ha dichiarato pubblicamente che la Castello era incompatibile perché aveva dimostrato da sempre di essere contro Ignazio Abbate e quindi il suo giudizio sarebbe stato condizionato.
Il teatro dell’assurdo insomma a cui Forza Italia si è prestata fra l’altro in maniera anche poco chiara visto che proprio in quella seduta mancava il suo consigliere Roccasalvo. Una mossa che Forza Italia pensava fosse astuta per non alimentare le voci di un probabile inciucio con Ignazio Abbate che ha portato a fare quadra sul nome di Civello, che alla fine sommerso dalle polemiche si è dimesso. Non solo, la Castello, accusata di incompatibilità ha a questo punto sollevato il dubbio che ad essere incompatibile fosse invece la consigliera Floridia già assessore nell’amministrazione Abbate e che quindi sarebbe stata chiamata ad esprimersi proprio su qualche atto da lei stesso prodotto.
Insomma un vero caos questa commissione che a questo punto dovrà essere ricomposta anche se ad oggi solo Civello si è dimesso mentre la Florida sembra non avere intenzione di farlo. A questo punto spetterà al segretario comunale attestare l’incompatibilità o meno della consigliera e a quel punto si deciderà il da farsi.
Tutto rimane bloccato in attesa di capire come procedere e di risolvere il nodo della Presidenza che è diventato piuttosto ingarbugliato.
Il dato che emerge è che forse qualcuno vuole ostacolare questa commissione, e se è chiaro che a volerlo sono gli abbatiani non si capisce la posizione di Forza Italia. Da chi è arrivato l’ordine di non votare la Castello? C’è un possibile riavvicinamento del partito con Abbate? Le motivazioni sono da ricercare in sede locale o regionale? Le risposte arriveranno quanto prima…
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