Benzina, diesel e materiali da costruzione sempre più cari, effetti anche nella provincia di Ragusa

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Il pieno di carburante torna a salire e anche nella provincia di Ragusa il costo di benzina e diesel torna al centro delle preoccupazioni di famiglie, lavoratori e imprese. Gli ultimi dati regionali indicano infatti un nuovo aumento dei prezzi in Sicilia, tra le regioni dove il carburante costa di più in Italia.

Secondo le rilevazioni ufficiali più recenti, il prezzo medio della benzina self in Sicilia ha raggiunto circa 1,83 euro al litro mentre il diesel ha superato i 2 euro al litro come media regionale, con valori tra i più alti del Paese.

In alcuni casi l’aumento sarebbe stato molto rapido. Studi delle associazioni dei consumatori indicano che tra il 4 e il 6 marzo il diesel sarebbe aumentato di circa 11,6 centesimi al litro nell’Isola, pari a quasi 6 euro in più per un pieno medio da 50 litri.

Sicilia tra le regioni più care

Il dato regionale ha inevitabilmente riflessi anche sulla provincia di Ragusa, territorio dove la mobilità privata resta essenziale. Qui la maggior parte degli spostamenti avviene in auto, sia per lavoro sia per motivi personali, vista la limitata presenza di collegamenti ferroviari e la forte dipendenza dal trasporto su strada.

Un aumento anche di pochi centesimi al litro si traduce così in una spesa mensile più alta per pendolari, studenti universitari e lavoratori che ogni giorno percorrono le tratte Ragusa Catania, Modica Pozzallo e Vittoria Comiso.

Considerando una percorrenza media di circa 1200 chilometri al mese per un lavoratore pendolare, un aumento di 10 centesimi al litro può significare una spesa aggiuntiva anche di 15 o 20 euro mensili. Si tratta di una stima basata sui consumi medi delle utilitarie e non su dati ufficiali locali.

Agricoltura e trasporti, i settori più esposti ai rincari

Particolarmente esposto resta il comparto agricolo, uno dei pilastri dell’economia provinciale. Il territorio tra Vittoria, Acate e Santa Croce Camerina concentra una parte rilevante della produzione serricola siciliana e il costo del diesel incide sia sull’utilizzo dei mezzi agricoli sia sulla logistica verso i mercati nazionali.

Anche il settore dell’autotrasporto guarda con attenzione all’andamento dei prezzi. Il trasporto delle merci verso i porti e le piattaforme logistiche, così come la distribuzione locale, risente infatti direttamente delle variazioni del costo del carburante.

Secondo analisi economiche regionali, la Sicilia risulta tra le aree più penalizzate dai rincari energetici anche per la sua posizione geografica e per i maggiori costi logistici rispetto al nord Italia.

L’aumento dei carburanti arriva inoltre in un periodo in cui le attività locali guardano alle prossime festività primaverili e ai primi flussi turistici verso le località balneari. Un aumento dei costi di viaggio potrebbe incidere anche sugli spostamenti interni e sulle presenze nelle zone costiere della provincia.

Il tema dei carburanti resta quindi uno degli indicatori più immediati del costo della vita anche per il territorio ragusano, con possibili ripercussioni sia sui bilanci familiari sia sulle attività produttive locali.

Costruzioni sotto pressione, aumentano anche i materiali edili

Gli effetti dell’aumento dei carburanti non riguardano soltanto trasporti e agricoltura ma iniziano a pesare anche sul settore delle costruzioni. Secondo i dati diffusi da Ance Sicilia il caro gasolio e il costo dell’energia stanno provocando rincari significativi anche nei materiali da costruzione utilizzati nei cantieri.

Il presidente di Ance Sicilia Salvo Russo parla apertamente di “evidenti speculazioni sul prezzo del gasolio e del gas” sottolineando come le imprese edili stiano affrontando costi sempre più difficili da sostenere. Secondo i dati del Ministero delle Imprese il gasolio ha raggiunto in Sicilia una media di circa 2,05 euro al litro in modalità self, con punte tra 2,10 e 2,20 euro e un caso segnalato fino a 2,42 euro al litro.

A incidere anche il costo dell’energia. Il prezzo zonale all’ingrosso in Sicilia avrebbe raggiunto circa 151 euro a MWh con punte fino a 222 euro, contro una media nazionale degli ultimi mesi indicata attorno ai 115 euro.

Questi aumenti si riflettono direttamente sui prezzi dei materiali più utilizzati nei cantieri, come ferro, acciaio, cemento, bitume e polietilene. Tra gli esempi segnalati si registrano aumenti del bitume con emulsione a più 13,33 per cento rispetto a febbraio nella Sicilia orientale, binder a più 6,94 per cento e tappetino a più 4,27 per cento, mentre per i tubi in polietilene si segnalano aumenti fino al 30 per cento.

Le imprese del settore chiedono quindi controlli sui prezzi e strumenti di compensazione per fronteggiare l’aumento dei costi che, secondo l’associazione, rischia di incidere anche sulla continuità dei lavori e sui livelli occupazionali.

(czcz)

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