Una visita oncologica di controllo richiesta con urgenza e fissata quasi un anno dopo. È la vicenda che riguarda il signor B.A., paziente oncologico con esenzione 048, che dopo una prescrizione medica per monitorare il tumore al colon si è visto assegnare un appuntamento nel 2027. La storia emerge dalla documentazione sanitaria e viene segnalata dal Comitato Civico Articolo 32.
Il signor B.A. e il suo tumore
Il signor B.A. è un malato oncologico inserito nel sistema sanitario con il codice di esenzione 048, quello riservato ai pazienti affetti da patologie tumorali. Durante il normale percorso di monitoraggio della malattia, il medico prescrive una visita oncologica di controllo.
Nella ricetta è indicata chiaramente la prestazione, una visita di controllo oncologica, con riferimento al tumore al colon. Un passaggio di routine, almeno sulla carta, per verificare l’andamento della patologia e valutare eventuali sviluppi.
Il paziente però interpreta la prescrizione come eseguibile entro 60 giorni e non entro 30, e decide quindi di rivolgersi al Cup per fissare l’appuntamento.

La prenotazione che fa discutere
Il 26 febbraio 2026 il signor B.A. ottiene la prenotazione della visita. Guardando il foglio di appuntamento però emerge subito un dato che lascia senza parole.
La visita oncologica di controllo viene fissata per l’8 febbraio 2027, quasi un anno dopo la richiesta.
Una tempistica che appare difficilmente comprensibile per un paziente oncologico in follow up. Di fatto una prestazione che riguarda il controllo di una patologia tumorale viene trattata come una visita di scarsa rilevanza, inserita nelle normali liste di attesa.
Il paziente non si rassegna alla lunga attesa. Dopo qualche giorno mostra la ricetta e la prenotazione ad un amico, quasi incredulo davanti alla data fissata.
La segnalazione al Comitato Civico
Proprio attraverso questo passaggio casuale il caso arriva all’attenzione del Comitato Civico Articolo 32. L’amico infatti fa conoscere al paziente l’esistenza dell’associazione e il signor B.A. decide di rivolgersi a un volontario mostrando tutta la documentazione.
Dall’esame delle carte emerge quello che il Comitato definisce un abuso intollerabile. Una visita oncologica di controllo, necessaria per monitorare una malattia tumorale, viene inserita in agenda con un’attesa di quasi dodici mesi.
“Possibile che l’accesso ai servizi sanitari sia gestito con tale colpevole sciatteria e pressapochismo?” chiede Rosario Gugliotta, presidente del Comitato Civico Articolo 32.
“Possibile che allo sportello non ci siano persone capaci di leggere una ricetta e segnalare alla dirigenza la necessità di garantire tempi ragionevoli ad un cittadino che non gode delle giuste amicizie?”
E ancora, la domanda che il Comitato rivolge direttamente ai vertici sanitari. “Si rendono conto di cosa può accadere durante un anno di attesa per una visita oncologica?”
Il riferimento finale è all’articolo 32 della Costituzione, quello che tutela il diritto alla salute. “L’articolo 32 è ancora in vigore, anche se qualcuno sembra aver deciso di abolirlo nella pratica quotidiana”, afferma Rosario Gugliotta.
(czcz)







