La Sicilia ha dichiarato lo stato di emergenza per i territori colpiti dai cicloni di febbraio

Continua il lavoro del Governo Schifani nei confronti dei territori colpiti dai diversi eventi atmosferici negli ultimi mesi.
Infatti dopo aver dato sostegno ai comuni investii dal potente “Ciclone Harry”, a Niscemi in seguito alla Frana, nel corso della riunione di giunta di ieri 4 marzo è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale per i comuni che sono stati coliti dagli eventi meteo delle prime settimane di febbraio a causa dei cicloni: “San Valentino”, “Ulrike” e “Oriana”.
La Regione è attenta a ogni centro colpito
Si tratta di un passaggio fondamentale ha spiegato Renato Schifani per er accelerare le procedure, consentire di stanziare risorse straordinarie e di garantire interventi rapidi ed efficaci. “l mio governo si è impegnato immediatamente per assicurare il sostegno a tutti quei territori duramente colpiti dal maltempo. Continuiamo a monitorare costantemente la situazione, con la collaborazione dei sindaci, della Protezione civile e di tutte le strutture operative coinvolte” ha dichiarato il Presidente Schifani.
Renato Schifani più volte si è recato nei comuni colpiti per constatare di persona i danni e assicura che queste visite continueranno nelle prossime settimane.
“È un doveroso segnale di attenzione che le istituzioni devono dare a queste comunità. La Regione continuerà a fare la sua parte, affinché nessuno venga lasciato solo in questo momento di difficoltà” chiarisce il Presidente della Regione.
Le zone più colpite sono le fasce costiere
Come certificato dalla Protezione civile regionale, le province che hanno subito più danni sono quelle di Palermo, Trapani, Messina e Catania, soprattutto i comuni della fascia costiera, a causa del forte vento e delle mareggiate. In particolare, le intense piogge hanno prodotto un aumento della portata dei corsi d’acqua, con tracimazioni dei torrenti, allagamento dei sottopassi, frane diffuse lungo le strade comunali, provinciali e statali, con la conseguente interruzione del transito veicolare.
La stima dei danni è ancora in corso, ma si parla di danneggiamenti alla rete stradale e ferroviaria, ai porti, a edifici pubblici e privati e agli esercizi commerciali.
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