Il boom silenzioso delle serre fotovoltaiche tra Vittoria e Acate

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Le serre cambiano volto, pannelli solari sopra le coperture, strutture più alte, terreni che alternano coltivazioni e moduli fotovoltaici. Tra Vittoria e Acate il fenomeno dell’agrivoltaico cresce in modo costante, quasi senza clamore, ma con un impatto che inizia a far discutere il mondo agricolo della provincia di Ragusa.

Non si tratta solo di piccoli impianti per l’autoconsumo. In diversi casi parliamo di progetti strutturati, legati a investimenti importanti, con richieste autorizzative che passano dagli uffici regionali e dai ministeri competenti. Il tema è diventato centrale negli ultimi mesi, anche alla luce delle politiche nazionali sulla transizione energetica.

Energia e coltivazioni, un equilibrio delicato

L’agrivoltaico prevede l’installazione di pannelli solari su terreni agricoli o sopra serre, mantenendo teoricamente la produzione agricola attiva. Sulla carta una convivenza possibile, nella pratica un equilibrio ancora tutto da verificare.

Alcuni imprenditori agricoli vedono nell’energia solare una possibilità di integrazione del reddito, soprattutto in un momento in cui i costi di produzione, tra acqua, fertilizzanti ed energia elettrica, continuano a salire. Altri invece temono una trasformazione profonda del paesaggio serricolo, con superfici coltivate che potrebbero ridursi o diventare meno produttive.

Il timore diffuso, raccolto anche in altre aree della Sicilia, è che l’interesse energetico possa progressivamente prevalere su quello agricolo, soprattutto dove i margini delle colture tradizionali sono ormai ridotti al minimo.

I contenziosi e le decisioni del TAR

Un segnale concreto delle tensioni in atto arriva dai contenziosi amministrativi. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia si è già espresso su progetti agrivoltaici nel territorio ibleo, intervenendo su dinieghi e autorizzazioni legate alla Valutazione di impatto ambientale.

Si tratta di atti pubblici, consultabili, che dimostrano come il tema non sia soltanto tecnico ma anche giuridico. Le amministrazioni locali si trovano spesso strette tra la necessità di favorire investimenti e la tutela del suolo agricolo, risorsa storica per l’economia di Vittoria e Acate.

Anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica pubblica periodicamente informazioni su grandi impianti in fase di valutazione, compresi progetti che interessano il Sud Italia e la Sicilia. Il quadro normativo è in evoluzione, e non sempre di facile lettura per chi lavora nei campi ogni giorno.

Non si vedono cortei continui nelle strade, ma il malumore esiste. In provincia di Ragusa l’agricoltura serricola rappresenta ancora una colonna portante dell’economia locale, e ogni cambiamento viene osservato con attenzione.

Alcuni agricoltori parlano di concorrenza indiretta per l’uso del suolo, altri temono che la speculazione immobiliare mascherata da transizione ecologica possa alterare gli equilibri storici del territorio. C’è chi invece ha già scelto di investire nell’agrivoltaico, convinto che sia l’unica strada per restare sul mercato.

La discussione resta aperta, spesso confinata nelle assemblee di categoria o nei confronti tra produttori. Il boom, se così si può definire, procede senza grandi titoli ma con effetti che potrebbero diventare evidenti nei prossimi anni, tra serre che cambiano aspetto e terreni che si trasformano lentamente.

Intanto, tra Vittoria e Acate, i pannelli continuano a moltiplicarsi. E il dibattito, silenzioso ma reale, accompagna ogni nuova richiesta di autorizzazione.

(czcz)

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