Il consiglio comunale si è chiuso lunedì sera, ma a Modica il confronto politico continua anche nei giorni successivi, tra dichiarazioni, repliche e comunicati che allungano l’eco della seduta ben oltre l’aula.
Piazza Mediterraneo, il nodo resta sui certificati
Nella prima parte del consiglio il confronto si è acceso sull’interrogazione di Giovanni Spadaro del Partito Democratico relativa ai lavori di piazza Mediterraneo a Marina di Modica.
Giovanni Spadaro ha chiesto chiarimenti sul certificato di fine lavori e sul certificato di regolare esecuzione, dopo avere effettuato accesso agli atti. Il consigliere ha richiamato un documento del gennaio 2025 in cui la direzione lavori avrebbe assegnato termini perentori all’impresa per alcune prescrizioni, tra cui quelle sulla ringhiera.
“La domanda è semplice, il certificato è valido oppure no?”, ha detto in aula Giovanni Spadaro, sostenendo che, se valido, il certificato di regolare esecuzione avrebbe dovuto essere emesso entro novanta giorni. Ha ribadito di non avere mai messo in discussione la fruibilità della piazza, ma di avere chiesto esclusivamente se l’iter amministrativo fosse concluso.
La replica dell’ Assessore Drago e il riferimento alla campagna elettorale
L’assessore Antonio Drago, intervenendo in aula, ha distinto tra conclusione materiale dei lavori e chiusura dell’iter amministrativo. “I lavori sono finiti, l’iter amministrativo non è concluso”, ha affermato, richiamando il collaudo statico del giugno 2024 e il verbale di presa in consegna anticipata del 10 luglio 2024.
Secondo Antonio Drago, il certificato di regolare esecuzione interviene alla fine del procedimento amministrativo e contrattuale e, nel caso specifico, l’amministrazione avrebbe tempo fino al 30 giugno 2026 per completare le procedure legate al Pnrr. Per l’assessore non vi sarebbe alcuna irregolarità nella procedura adottata.
A margine del consiglio, Antonio Drago ha diffuso anche una riflessione politica più ampia, parlando di uno stato perenne di campagna elettorale e rivendicando trasparenza e responsabilità.
La controreplica di Giovanni Spadaro
Alle parole dell’assessore è seguita una nuova presa di posizione di Giovanni Spadaro. “La trasparenza degli atti non è essere in campagna elettorale e non è cercare visibilità”, ha scritto, respingendo l’accusa di strumentalizzazione.
Giovanni Spadaro ha inoltre precisato che quello che l’assessore definisce “collaudo statico” e il verbale di consistenza, entrambi datati 2024, “non c’entrano nulla su quello che ho richiesto”, ribadendo che la sua richiesta riguarda il certificato finale dei lavori del 2025 e i termini collegati al certificato di regolare esecuzione.
“Chi è in campagna elettorale non è sicuramente il sottoscritto”, ha aggiunto Giovanni Spadaro, riportando il confronto su un piano di lettura tecnica degli atti.
La mozione di Elena Frasca e il confronto con la Presidenza
Il clima si è acceso anche su un altro fronte, quello della mozione presentata da Elena Frasca del gruppo Siamo Modica.
Elena Frasca ha contestato il mancato inserimento della sua mozione, protocollata il 5 gennaio, nell’ordine del giorno della seduta del 2 febbraio 2026, primo consiglio dell’anno. Richiamando il regolamento comunale, ha sostenuto che la mozione avrebbe dovuto essere inserita in quella convocazione.
“Io voglio il rispetto del regolamento comunale”, ha detto Elena Frasca in aula, spiegando di non avere chiesto alcun trattamento di favore ma solo l’applicazione delle regole.
La replica di Mariacristina Minardo e il comunicato
La presidente del consiglio Mariacristina Minardo ha spiegato che il 2 febbraio si è proceduto a smaltire l’arretrato del 2025, con mozioni già inserite e poi rinviate nei mesi precedenti. La mozione di Elena Frasca, ha chiarito, sarebbe stata inserita nel primo consiglio utile successivo.
Nelle ore successive, Elena Frasca ha diffuso un comunicato in cui ha respinto l’accusa di volersi intestare l’iniziativa per onorare la memoria delle vittime del 1951 nel Quartiere d’Oriente e per la messa in sicurezza del Ponte Milano Palermo. La consigliera ha ribadito di avere esercitato il diritto di iniziativa proprio del consigliere comunale, senza pretendere corsie preferenziali, chiedendo che venga rispettato il ruolo istituzionale della Presidenza.
Tra certificati, regolamenti e comunicati, il confronto politico resta acceso. Il consiglio si è chiuso lunedì sera, ma il dibattito, di fatto, è ancora aperto. Per dirla in termini calcistici: siamo al 90′ minuto.
(czcz)







