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Santa Rosalia stracolma, l’acqua trabocca: spreco o rinascita?

La diga di Santa Rosalia è tornata a riempirsi fino all’orlo e in queste ultime giornate di pioggia ha tracimato in modo regolare, senza segni visibili di cedimenti strutturali. Un’immagine che solo due anni fa sarebbe sembrata impensabile, quando si parlava di invaso ai minimi storici e di crisi idrica in tutta la provincia.

Un bacino quasi al limite della capienza

La capacità teorica dell’invaso sul fiume Irminio è di circa 21 milioni di metri cubi. Oggi, dopo settimane di piogge abbondanti, il volume stimato si aggira intorno ai 20 milioni di metri cubi, quindi praticamente al massimo consentito.

Il colpo d’occhio è evidente anche dai video che circolano sui social: l’acqua arriva alla soglia superiore dello sbarramento e scende lungo la parete in maniera uniforme. Nessuna irregolarità visibile, nessun segnale di cedimenti. Una piena che appare regolare, prevista dal sistema di sfioro della diga.

E pensare che solo lo scorso anno si parlava di livelli attorno ai 6 o 7 milioni di metri cubi, poi risaliti a circa 10 milioni prima dell’ultima fase di maltempo. Un recupero netto, quasi improvviso.

Foto dalla pagina Fb di Gianluca Ferraro

Lo sfioro e il ritorno dell’acqua nell’Irminio

Quando l’invaso raggiunge la quota massima, l’acqua in eccesso tracima attraverso lo sfioro. È un meccanismo previsto dal progetto della diga, serve a evitare sovraccarichi e a mantenere la struttura in sicurezza. Ma non è solo una questione tecnica: l’acqua che torna a valle alimenta il fiume Irminio, garantendo continuità idrica e consentendo la vita delle piante ripariali, della fauna acquatica e di tutti quegli organismi che dipendono dal flusso naturale del corso d’acqua. In questo senso lo sfioro non rappresenta soltanto un limite raggiunto, ma anche un momento di equilibrio ecologico.

L’acqua che supera la soglia non si perde nel nulla: torna a valle, nel corso naturale del fiume Irminio, proseguendo verso il mare. Tecnicamente è un deflusso controllato, anche se a molti cittadini l’immagine dell’acqua che scorre oltre lo sbarramento dà la sensazione di uno spreco.

Tra entusiasmo e polemiche sui social

Sui social i video della diga piena hanno fatto rapidamente il giro dei gruppi locali. C’è chi scrive “Due anni fa parlavamo di dighe vuote, oggi tracima”, sottolineando il cambio radicale di scenario.

Ma non mancano le critiche. Diversi commenti parlano di acqua “sprecata” e puntano il dito contro la mancanza di collegamenti tra bacini. L’idea ricorrente è che, se gli invasi fossero interconnessi, l’acqua in eccesso potrebbe essere trasferita altrove invece di defluire a valle.

Accanto alle polemiche, c’è anche chi guarda alla diga piena con sollievo. Per molti agricoltori e residenti vedere il bacino colmo significa tirare un sospiro dopo mesi difficili. Una sorta di riscatto della natura, anche se temporaneo.

Estate al sicuro? Non è così automatico

La domanda che circola con insistenza è semplice: con la diga piena adesso, l’estate sarà al riparo da crisi idriche?

La risposta non è scontata. Una diga colma in inverno è senza dubbio una buona notizia, ma non basta da sola a garantire mesi senza problemi. Molto dipenderà dalla gestione dei rilasci, dai consumi, dall’andamento delle piogge nei prossimi mesi e dalla situazione complessiva degli altri invasi siciliani.

Resta il dato di fatto: oggi la diga di Santa Rosalia è quasi alla sua massima capacità, sta tracimando in modo regolare e senza anomalie visibili. Un’immagine potente, che racconta meglio di qualsiasi cifra quanto sia cambiata la situazione rispetto a poco tempo fa. E che riapre, inevitabilmente, il dibattito sulla gestione dell’acqua in provincia di Ragusa.


(czcz)

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