Ispica si prepara alla “Patena”: cominciano i preparativi per il periodo pasquale

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La Festa della Patena a Ispica non è una semplice celebrazione, è un evento che segna l’ingresso ufficiale nel periodo di Quaresima, che anticipa la Settimana Santa, assai sentita in paese.

La festa si svolge il giorno antecedente il Mercoledì delle Ceneri ed è conosciuta anche come “Giovedì Santo Piccolo”, anche per via del fatto che ad organizzarla è la Confraternita di Santa Maria Maggiore, anche conosciuta come Fazzoletti Rossi.

I membri della confraternita infatti, sono coloro che portano a spalla il Cristo alla Colonna per le strade di Ispica durante il Giovedì Santo. Anche l’occasione di domani, in questo senso, si rivela speciale, poiché rappresenterà la prima opportunità per i portatori di urlare il canonico “primo grido” al simulacro.

Al centro della festa c’è un oggetto di grande devozione: un disco d’argento che conserva un frammento della Santa Croce. Il nome deriva dal latino patìna, ossia il piatto su cui si adagia l’ostia durante l’Eucaristia.

Dopo la consueta celebrazione eucaristica, la reliquia viene portata in processione per le vie adiacenti Santa Maria, accompagnata dal parroco, dai membri della confraternita e dalla banda, che scorta il tutto con l’esecuzione di una serie di marce festose.

Poco prima di rientrare in chiesa infine, la celebrazione culmina in una serie di fuochi d’artificio che sanciscono definitivamente l’ingresso della città in uno dei periodi più sentiti dell’anno.

La storia della Patena

La storia di questa reliquia è assai travagliata: dopo il terribile terremoto che colpì il Val di Noto nel 1693, il nobile don Maria Statella la donò alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Un regalo di estrema importanza, visto che già nel 1624 la Curia Vescovile di Siracusa aveva bollato il frammento con il sigillo papale.

Il significato della Patena per Ispica

Come già ribadito prima, si tratta di un evento assai pregno di significato per l’intera comunità ispicese, che viene così guidata all’ingresso di un periodo molto sentito, sulla base del quale Ispica forgia gran parte della propria identità e della propria memoria storica.

(alal)

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