Anche i fratelli litigano se poi sono quelli d’Italia ancora di più!

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Quello che è accaduto a Ragusa, al consigliere comunale Rocco Bitetti, è un fatto che certamente merita attenzione perché mostra, al di là del singolo caso, come il partito di Fratelli d’Italia si stia muovendo non solo nella città capoluogo ma in tutta la provincia. 

Innanzitutto c’è da dire che il partito della Meloni in provincia sta vivendo, già da tempo, una spaccatura che cerca di nascondere ma che è evidente anche nella “questione Bitetti” chiamiamola così. 

Il partito ha due anime: quella storica dell’on Giorgio Assenza deputato regionale e quella “attuale” del senatore Salvo Sallemi e del coordinatore provinciale Giovanni Moscato che ovviamente a lui fa riferimento.

Queste due anime provano a convivere ma è evidente che spesso una delle due, forse anche per una questione di carattere, prende il sopravvento nelle decisioni. 

Certo, se dovessimo fare contare i numeri e i voti l’on Giorgio Assenza avrebbe sicuramente una marcia in più, visto che è diventato ancora una volta deputato regionale grazie ad una scelta dell’elettorato e non certo ad una posizione di favore nella lista, cosa di cui ha invece potuto godere il senatore Sallemi, ma questa non è una colpa ma una constatazione perché è così che oggi funziona la politica e la legge elettorale.

Detto questo, oggi a prendere le decisioni più importanti all’interno del partito è il Senatore Sallemi. Anche perché l’on Assenza paga il suo essere vicino più alla corrente di Musumeci che all’attuale corrente meloniana tanto è vero che alla Regione non ha ottenuto né l’Assessorato tanto agognato né il posto di Presidente dell’Assemblea regionale occupato ancora da Galvagno.

La questione Bitetti: la prova della divisione del partito e delle tensioni con gli alleati

Ma perché tutto questo centra nella questione Bitetti? 

Perché poco tempo prima di essere sottoposto al provvedimento disciplinare, il consigliere Bitetti, che è entrato in politica quando ancora qualcuno che adesso decide per lui portava i calzoni corti, aveva scelto di avere come punto di riferimento di FDI l’on Giorgio Assenza, con cui condivide la storia di Alleanza Nazionale. 

Scelta che sicuramente non è piaciuta all’altra anima del partito che ha utilizzato lo strumento della “punizione”sottoponendolo addirittura alla “commissione dei probiviri” per fortuna non al patibolo. 

Ma dietro la decisione di punire Bitetti in realtà c’è una questione ben più grande che sta muovendo tutte le decisioni prese dal partito in questo ultimo periodo: ovvero imporre la loro presenza nei comuni di Ragusa, in primis, dove è chiaro che l’attacco è rivolto al sindaco Cassì con cui da tempo i rapporti sono piuttosto tesi, e a Modica dove si sta cercando in tutti i modi di imporre all’interno della giunta Monisteri un nome. In quest’ultimo caso senza però tenere conto che proprio nella città della Contea il partito quando ci furono le elezioni non riuscì nemmeno a presentare una lista mentre adesso vorrebbe addirittura entrare in giunta senza avere consiglieri. (Ma non erano loro quelli che il coordinatore Moscato ha definito “non legati alle poltrone?”)

Un po’ come accaduto ad Ispica dove fra l’altro si permettono pure di fare i capricci “uscendo” dalla giunta nell’unico comune che li ha accolti senza nulla a pretendere. 

Una strategia quella di FDI dettata più dalla frenesia di imporre la loro supremazia sostenuta dalla motivazione “Noi siamo il partito che Governa l’Italia” cosa oggettivamente vera ma nei singoli territori questo non basta, il consenso bisogna meritarselo e bisogna dimostrarlo con i voti. 

Non solo, bisogna avere anche rispetto per gli alleati perché anche la Meloni non governa certo da sola. 

Quindi se i presupposti con cui FDI si siederà al prossimo tavolo provinciale del centrodestra saranno questi crediamo che questo centrodestra avrà vita breve. Ma si vuole davvero rovinare tutto il lavoro fatto fin qui di ricostruzione delle alleanze? E poi in fondo non dimentichiamo che gli alleati hanno concesso loro una poltrona importante, quella del Libero Consorzio, e sono stati tutti ben lieti di sostenere la Presidente Schembari ma forse questo, ad una parte del partito non basta perché in fondo si sa che la Schembari è legata all’on Assenza e quindi tutto torna al discorso iniziale, forse sarebbe il caso che il partito si chiarisse prima al suo interno e poi successivamente con gli alleati. 

Aspettiamo gli sviluppi.

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