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Ispica, il sindaco Leontini parla della nuova Giunta e di chi esce (FDI) e chi entra (MPA)

In esclusiva la nostra intervista al Primo cittadino

La politica ad Ispica vive momenti di grande tensione.

L’attenzione in particolare è concentrata su Palazzo Bruno e sulla composizione della nuova Giunta che ha sollevato numerose polemiche sia per chi ha deciso di tirarsene fuori, come Fratelli d’Italia, sia per chi invece ha deciso di farne parte, come l’Mpa.

 In questa situazione il sindaco Innocenzo Leontini è certamente sotto attacco dei suoi avversari per la scelta di Angelo Galifi come suo assessore dopo le note vicende che li hanno visti duramente contrapposti ma anche dei suoi “alleati” FDI che almeno per il momento hanno deciso di fare un passo indietro. 

Per questo motivo abbiamo intervistato il sindaco Leontini per comprendere meglio i meccanismi che lo hanno portato a queste scelte.

Sindaco un noto proverbio dice che “in amore e in guerra tutto è lecito” aggiungiamo a questo punto anche in politica?

“Se fosse lecito in politica quello che lo è in amore, l’osceno sarebbe sempre dietro l’angolo. Il primo è privato la seconda è pubblica. Manterrei privati i vizi e pubbliche le virtù.  Questo per rispondere alla sua provocazione.

Per quanto riguarda invece il tema del contendere di questi giorni preciso che il tavolo del centrodestra, ad Ispica, ha cominciato a riunirsi a novembre scorso. I tre partiti, Forza Italia, Fratelli d’Italia ed MPA, hanno anche emesso comunicati congiunti. L’ingresso in Giunta dell’MPA diventava pertanto fisiologico. I contrasti del passato hanno riguardato dei fatti specifici che in sede giudiziaria hanno avuto un chiarimento ed un superamento definitivo. I critici sono gli avversari che avrebbero gradito la guerra per strumentalizzarla e fruirne. La politica è confronto e superamento dei contrasti, specie se questi sono sorti solo in sede locale, tra partiti che a livello nazionale, regionale e provinciale sono alleati e addirittura federati (FI ed MPA). Infine, io ho una responsabilità politica ampia. Qualora non mi candidassi a Sindaco, perché dovrei lasciare al mio partito ma anche agli altri della coalizione una situazione di contrasto, senza più motivi. Non sarebbe responsabile né lungimirante”

Lei ha sostenuto che la fuoriuscita di FDI dalla Giunta non dipendesse da questioni legate strettamente alla situazione ispicese, anche perché a quanto pare lei aveva garantito il mantenimento almeno di un assessore. Piuttosto pare che le motivazioni siano da ricercare nei rapporti con il suo partito Forza Italia a livello provinciale. Che lettura dà a questa scelta? 

Su questo argomento credo che sia meglio essere padroni di cose non dette che diventare schiavi di parole dette. Il motivo espresso nei comunicati ufficiali di Fratelli d’Italia riguarda la politica provinciale. Io confido che si possa superare. Altrimenti cercherò di risolverlo io in sede locale. D’altronde, FDI chiede il riconoscimento dell’alleanza a Ragusa e Modica. Come fa a ritirarsi da Ispica dove essa è esistita nel grado massimo, da esempio per tutti, con due assessori meloniani di cui uno vicesindaco per quasi due anni senza per converso alcun consigliere comunale, e una concreta collaborazione da parte dei parlamentari e rappresentanti istituzionali dello stesso partito? Chiariremo!”

La giunta non è ancora completa manca un posto e manca anche la delega di Vice sindaco che era di FDI. Pensa che si possa ricucire questo rapporto oppure che il centrodestra ad Ispica potrà fare a meno di loro? 

Il centrodestra non può fare a meno di un partito del centrodestra. Ho lasciato liberi il posto, la vicesindacatura e le deleghe, proprio per il rientro”

Manca davvero poco ormai al fatidico 24 febbraio per l’udienza di merito che metterà in un modo o nell’altro la parola fine alla questione sfiducia, come sta vivendo questa attesa?

Vivo con fiducia la misera fine della sfiducia illegittima, e non lo dico io.” 

I tempi sono maturi per chiederle se ha intenzione di ricandidarsi o dobbiamo rimandare questa domanda ad un altro momento? Fra l’altro pare che questa risposta sia molto attesa dal consigliere Salvatore Milana che proprio in questi giorni ha lasciato l’Mpa dichiarando che fra i principali motivi della sua scelta c’è la “mancata ufficializzazione della sua rinuncia a candidarsi” che a suo dire era stata la condizione fondamentale per l’adesione del partito alla coalizione di centrodestra. 

Ho detto più volte che non considero automatica la mia ricandidatura. Credo sia sufficiente. L’MPA è entrato senza porre condizioni. Con buona pace di Milana. Forse ho sbagliato sulla pace

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