Skip to main content

L’assessore alla sanità Faraoni inaugura il CPA di Scicli e le terapie intensive di Modica e Vittoria

Assente alla cerimonia il Sindaco di Scicli Mario Marino. Il rappresentante del Governo regionale, ha visitato anche le altre strutture sanitarie iblee. L’on Dipasquale, polemico:” Bene le inaugurazioni, ma il nodo resta quello dei servizi e del personale

Così come annunciato nei giorni scorsi questa mattina l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni è stata in provincia di Ragusa.

Accompagnata da uno stuolo di politici, sindaci, imprenditori e rappresentanti della sanità iblea, l’assessore ha tagliato il nastro del Cap di Scicli, istituito all’ospedale “Busacca” (padiglione F) in attuazione della legge regionale n.26/2024 sulle dipendenze patologiche. Insieme all’assessore anche il prefetto Tania Giallongo, il direttore generale Giuseppe Drago, il direttore amministrativo Massimo Cicero e il direttore sanitario Sara Lanza dell’Asp di Ragusa. 

Assente il sindaco di Scicli Mario Marino che sappiamo è stato travolto dalle polemiche dopo il suo secco no all’istituzione della struttura sanitaria.

“Oggi, in provincia di Ragusa-ha dichiarato l’assessore Faraoni-presentiamo una serie di nuove strutture che devono anche essere veicolo di riconciliazione tra il servizio sanitario e la gente. Abbiamo inaugurato il centro di pronta accoglienza di Scicli, che consentirà di assicurare un’assistenza riabilitativa alle persone vittime di dipendenze patologiche, fronte su cui il governo Schifani è impegnato attivamente su tutto il territorio della Sicilia; apriamo case della comunità e reparti ospedalieri, forniamo nuove tecnologie di avanguardia ad unità ospedaliere che potranno così ridurre i tempi di intervento nelle cure oncologiche. Tutti ulteriori tasselli del quadro generale della sanità regionale, che stiamo ridisegnando nell’ottica della nuova rete ospedaliera, in corso di approvazione definitiva”

Il cpa di Scicli, su una superficie 650 mq, è una struttura residenziale inserita nella rete dei servizi per le dipendenze patologiche dell’Asp di Ragusa, dotata di 12 posti letto, attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Con risorse del Pnes 2021-2027 (Fse+) sono state assunte a tempo determinato diverse unità di personale destinate al centro: sei infermieri, un assistente amministrativo, un educatore professionale socio-sanitario, due tecnici di riabilitazione psichiatrica, un assistente sociale, sei operatori socio sanitari e tre psicologi

“Anche in provincia di Ragusa come su tutto il territorio regionale – ha aggiunto Faraoni – la ricerca di personale medico e sanitario è continua perché come sappiamo il problema del reclutamento è nazionale, se non internazionale. All’interno della sanità pubblica, però, abbiamo sufficienti risorse per riorganizzare le strutture, in modo che il territorio abbia la capacità di accogliere la domanda sanitaria di più bassa complessità senza che il cittadino si rivolga al pronto soccorso: quindi, fornendo una continuità assistenziale h24 nelle case della comunità con le guardie mediche e i medici di medicina generale, oltre agli infermieri. Attraverso l’integrazione di queste realtà territoriali e la digitalizzazione dei processi riusciremo ad assicurare tutte le risposte alle esigenze di salute della cittadinanza, nel Ragusano e in tutta l’Isola”.

L’assessore ha poi proseguito la sua visita in altri centri del territorio ibleo: a Modica per inaugurare il reparto di terapia intensiva dell’ospedale “Maggiore–Baglieri” (10 posti, di cui 8 ordinari e 2 in isolamento, investiti quasi 4,2 milioni di euro dai fondi ex d.l. 34/2020); poi a Ragusa per visitare il reparto di radioterapia oncologica del presidio ospedaliero “Maria Paternò Arezzo”, dove sono state installate apparecchiature tecniche di nuova generazione (acceleratori lineari) grazie a un investimento di oltre 6,6 milioni di euro con fondi ex art. 20 l. 67/88 e Pnrr; quindi a Chiaramonte Gulfi per l’inaugurazione della casa della comunità – spoke di contrada Pezze (1,4 milioni del Pnrr); infine a Vittoria per inaugurare la casa della comunità – hub in via dell’Acate (1,2 milioni del Pnrr) e il reparto di terapia intensiva (8 posti) dell’ospedale “Guzzardi” (finanziati con quasi 4 milioni di euro con fondi ex d.l. 34/2020).

Sull’apertura del CPA è intervenuto l’on. Nello Dipasquale, deputato regionale del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana.

“L’apertura del CPA rappresenta un passaggio fondamentale per il nostro territorio, ma non siamo di fronte a un’iniziativa nata dal Governo regionale.

Questo risultato-sottolinea Dipasquale- è il frutto di una precisa volontà del Parlamento siciliano, maturata grazie alla spinta della società civile, delle famiglie, delle scuole e del mondo universitario”.

Continueremo a vigilare- conclude Dipasquale -affinché la legge venga applicata pienamente e in modo omogeneo su tutto il territorio siciliano”.

“Ogni struttura che viene consegnata al territorio è naturalmente motivo di soddisfazione, anche per chi come noi svolge il proprio ruolo dai banchi dell’opposizione”, ha poi dichiarato l’on. Nello Dipasquale, “Tuttavia c’è una puntualizzazione che intendo fare rispetto alle dichiarazioni rilasciate dall’assessore Faraoni nel corso della giornata. In particolare si è parlato di un percorso di riconciliazione tra la sanità pubblica e i cittadini, un concetto che va però riempito di contenuti concreti. La riconciliazione non si costruisce solo inaugurando nuove strutture. Se da un lato si aprono nuovi servizi e dall’altro mancano risorse per mantenere in efficienza quelli già esistenti, il messaggio che arriva ai cittadini è inevitabilmente contraddittorio”.

Il nodo centrale, sottolinea il deputato dem, resta quello dei servizi e del personale. “Non ci sarà alcuna riconciliazione finché i cittadini continueranno ad attendere ore nei pronto soccorso o mesi per un esame diagnostico o un intervento chirurgico. E tutto questo non è responsabilità dei medici, che sono pochi e fanno fino in fondo il loro dovere, spesso restando nel servizio pubblico per scelta e senso di responsabilità”.
“La vera riconciliazione – conclude Dipasquale – passa dalla quotidianità. I cittadini hanno bisogno di una sanità capace di dare risposte immediate ai bisogni di ogni giorno: nei pronto soccorso, nelle sale operatorie, per una Tac, una radiografia, un esame diagnostico. Senza un serio investimento su medici, infermieri e operatori sanitari, la sanità pubblica non potrà rispondere alle esigenze reali delle persone”.

(atat)

asp ragusa, Assessore regionale sanità, chiaramonte gulfi, cpa, Daniela Faraoni, Mario Marino, massimo cicero, modica, Nello Dipasquale, pino drago, ragusa, sanità, sara lanza, scicli, vittoria