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In Sicilia, subito 500milioni per l’emergenza maltempo: lo chiede il movimento Più Uno

Il movimento di Ernesto Maria Ruffini, Più Uno, chiede che in Sicilia arrivino subito 500milioni di euro per far fronte ai danni provocati dal ciclone Harry.

In diverse zone della Sicilia è la devastazione totale, il ciclone Harry ho provocato danni per due miliardi di euro stimati. Lungomare cancellati. Ferrovie interrotte con rotaie sospese nel vuoto. A Niscemi, 1.500 persone sfollate per una frana che ha reso il paese a rischio isolamento. A Lampedusa, la banchina commerciale – unica arteria vitale dell’isola – rischia il collasso. Linosa è letteralmente tagliata fuori, con la viabilità cancellata.

Il movimento Più Uno Sicilia insieme al leader Ernesto Maria Ruffini chiede che arrivino subito 500 milioni di euro in Sicilia per far fronte seriamente alle difficoltà di migliaia di cittadini. Il leader di Più Uno aggiunge i siciliani non accettano più la retorica dello “Stato vicino ai cittadini” come se fosse un favore e non un dovere istituzionale.

Non è solo una questione di solidarietà, perché purtroppo famiglie, imprese e intere comunità hanno perso tutto a causa del maltempo.

La Sicilia non è una periferia: è il cuore del Mediterraneo

“I siciliani – sottolinea Ernesto Maria Ruffini – hanno diritto di sapere che fine hanno fatto i loro soldi. Senza trasparenza sulla spesa passata, ogni promessa futura è aria fritta. La Sicilia non è una periferia da dimenticare tra un’emergenza e l’altra. È il cuore del Mediterraneo, esposto in prima linea alla crisi climatica. Trattarla da emergenza permanente invece che da priorità strategica è un errore politico prima ancora che morale“.

Nella nota il movimento Più Uno incalza “la Regione Siciliana ha stanziato 70 milioni. Il Governo nazionale 33. Totale: 103 milioni per le emergenze su 2 miliardi di danni. Manca il 95% delle risorse necessarie. Mentre si celebra il Ponte sullo Stretto – 14 miliardi per un’opera contestata – le infrastrutture esistenti crollano. Le coste siciliane, esposte ai medicane sempre più violenti per effetto del cambiamento climatico, non hanno difese”.

A tutto questo va aggiunto che il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), approvato tre anni fa, è rimasto lettera morta: ricevendo zero stanziamenti per attuarlo nel concreto.

Le richieste del movimento Più Uno

Quindi il movimento di Ruffini avanza una serie di richieste di fronte all’immane tragedia che ha colpito l’Isola.

Per prima cosa lo stanziamento immediato di almeno 500 milioni per l’emergenza, attingendo al Fondo per le Emergenze Nazionali e rimodulando le priorità di spesa. A questi vanno aggiunti la sospensione di mutui, tributi locali e contributi previdenziali per cittadini e imprese delle aree colpite, con procedure automatiche e non su domanda.

La realizzazione di un piano straordinario per la messa in sicurezza delle coste siciliane con risorse specifiche, l’attuazione immediata del PNACC con una dotazione finanziare reale in specie nei contesti più esposti come la Sicilia.

Il movimento chiede ancora la revisione elle scelte urbanistiche che hanno consentito di costruire sulla battigia: servono vincoli stringenti e piani di delocalizzazione delle strutture a rischio. A questo vanno aggiunti indennizzi rapidi per le strutture economiche distrutte, non i soliti tempi biblici.

Il filo rosso delle richieste è la trasparenza totale, perché come notano i membri del movimento: “Non bastano più soldi se poi restano bloccati nella burocrazia. Chiediamo un cruscotto pubblico che mostri
in tempo reale ogni euro stanziato, impegnato, liquidato; rendiconto delle emergenze pregresse”.

L’ultima richiesta avanza alla Regione Siciliana è la pubblicazione in tempi brevi, 15 giorni, di un report dettagliato su i fondi stanziati in occasione dell’alluvione di Catania (ottobre 2024), i fondi per l’emergenza siccità del 2024. Nello specifico i cittadini, secondo il movimento, hanno il diritto di sapere gli importi, quanto è stato impegnato e quanto liquidato.

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