Articolo 32 denuncia ancora il diritto negato all’assistenza a Ragusa

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In questi giorni si è registrato l’ennesimo episodio di malasanità in provincia di Ragusa. Le denuncia arriva dall’Associazione Articolo 32 per un episodio di inaudita gravità.

A una signora dal medico è stata prescritta entro dieci giorni una “colonscopia totale con biopsia in sede unica per ogni segmento singolo”. L’utente, come da prassi, procede ad eseguire la prenotazione online e ottiene un appuntamento a sei mesi.

Si tratta di un vero e proprio abuso, per tanto la paziente ha scelto di rivolgersi all’Associazione art. 32 per denunciare il fatto e ottenere supporto a tutela della sua salute.

L’indomani mattina, con incredibile tempestività, l’ufficio relazioni con il pubblico comunica, tramite email, il rigetto della domanda.

“Conoscendo tempi e ritmi della burocrazia dell’asp ci chiediamo secondo quali criteri è stata immediatamente respinta una richiesta di colonscopia e biopsia?  Possibile che subito dopo l’apertura degli uffici, in un paio d’ore, il personale amministrativo ha esaminato la documentazione, l’ha inoltrata ad una equipe medica, ha protocollato il provvedimento di diniego  e poi, con incredibile velocità, ha provveduto alla notifica?” si domandano dall’associazione guidata da Rosario Gugliotta.

Sembra assurdo che dei medici abbiano avallato una tale  decisione così delicata. Certamente il rifiuto di rispettare i tempi della ricetta, nonostante l’urgenza, denota una scarsa considerazione er la professionalità del medico che ha in cura la paziente. Inoltre ignorare una richiesta di biopsia si nega l’essenzialità di un esame che consente, con precisione scientifica, di individuare per tempo potenzialità precancerose. 

Siamo ben oltre lo scandalo, perché questa richiesta denota scarsa attenzione ai problemi di salute della cittadinanza oltre ad oltraggiare l’articolo 32 della Costituzione.

La denuncia dell’associazione desta preoccupazione anche perché alcuni medici vengono interrogati dal personale dell’ASP sul perché vengano fatte determinate prestazioni.

“Pensano forse i vertici aziendali di adottare speciali procedure verso i medici, non allineati con la teoria delle lunghe  attese?” si domanda ancora Rosario Gugliotta.

(cscs)

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