Noto – Sabato in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, il Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, ha incontrato ieri gli operatori della comunicazione presso il Seminario Vescovile.
Un momento di riflessione profonda, coordinato da Don Alessandro Paolino, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali, che ha messo al centro la sfida di un’informazione che non sia solo sterile trasmissione di dati, ma autentico strumento di umanità.
La sfida mediatica: “Consumare le suole delle scarpe”
Prendendo spunto dal tema scelto da Papa Leone XIV per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che sarà celebrata il prossimo 17 maggio 2026, “Custodire voci e volti umani”, il Vescovo ha lanciato un monito chiaro: le macchine e l’intelligenza artificiale devono restare strumenti al servizio della vita, non viceversa.
Inoltre, il presule ha ricordato che occorre mettere al centro dell’informazione l’umanità. Il giornalista è chiamato a un’alfabetizzazione mediatica che sappia risvegliare il pensiero critico, specialmente nelle nuove generazioni.
Durante l’incontro a più voci è stato ricordato come il giornalista debba “consumare le suole delle scarpe”, uscendo dai palazzi per incontrare la realtà e raccontare la Chiesa e il territorio con uno sguardo che non perda mai di vista la dignità della persona.
Memoria e Futuro: I 30 anni dal crollo della Cattedrale
Il 2026 segna un traguardo simbolico fondamentale per la Diocesi: il 30° anniversario del crollo della Cattedrale di Noto, avvenuto il 13 marzo 1996. “Dobbiamo essere fieri della nostra storia,” ha dichiarato il Vescovo. “L’interesse per la memoria non è nostalgia, ma il carburante per pensare un futuro diverso per i giovani.”
A trent’anni dal crollo saranno inaugurati gli altari laterali ricostruiti questo rappresenta non solo un atto di decoro architettonico per il simbolo del Val di Noto, ma la forza di un popolo che ha saputo lottare per la ricostruzione. Inoltre nel corso del dialogo con i giornalisti sono stati ricordati i prossimi grande appuntamento della vita ecclesiale della Diocesi di Noto, come la prossima visita pastorale di Mons. Rumeo e il rinnovamento degli organismi diocesani, come il Consiglio presbiterale e quello pastorale.
L’impegno sociale: il silenzio su Pozzallo e la Caritas
Il Vescovo non ha risparmiato passaggi critici su temi d’attualità sociale, denunciando un “eccessivo silenzio” sulla situazione di Pozzallo come frontiera e punto di accoglienza di numerosi migranti.
La Caritas diocesana ha accolto quasi 2.400 migranti, un impegno costante che non conosce orari e che vede una sinergia preziosa tra associazioni laiche e realtà ecclesiali.
Inoltre la Chiesa di Noto ha realizzato importanti segni di prossimità, la nuova sede Caritas stabile a Noto e l’attività di “Casa Papa Francesco”, un appartamento dedicato a chi vive momenti di estrema fragilità. “Un segno concreto di vicinanza,” lo ha definito il presule.
L’appello all’educazione
Mons. Rumeo ha infine toccato il tema dell’educazione, lamentando l’influenza di troppe voci inesperte che rischiano di soffocare il libero pensiero.






