Una celebrazione solenne, carica di significati e profondamente radicata nell’identità del territorio. Si è svolta oggi, 25 gennaio, nella suggestiva cornice della Chiesa Madre di San Pietro a Modica, la 75ª Giornata Provinciale del Ringraziamento organizzata dalla Coldiretti Ragusa.
Un momento di preghiera, riflessione e rivendicazione per un comparto che rappresenta il cuore pulsante dell’economia iblea.
La liturgia: tra periferie e custodia del creato
Ad aprire la celebrazione è stato l’accorato benvenuto di don Armando Fidone, consigliere ecclesiastico di Coldiretti, che ha ringraziato il parroco don Giuseppe Stella per l’ospitalità, sottolineando come la preghiera si elevi al Signore per il dono delle primizie.
L’omelia di S.E. Mons. Salvatore Rumeo, Vescovo di Noto, ha tracciato un parallelo tra l’inizio della missione di Gesù nelle “periferie della Galilea” e il ruolo degli agricoltori oggi.
“Nel vostro lavoro c’è l’accoglienza del prezioso dono della terra”, ha ricordato il Vescovo, citando l’ottavo centenario di San Francesco e il suo legame con la natura.
Mons. Rumeo non ha risparmiato passaggi critici verso la contemporaneità, richiamando l’attenzione sulle ferite del territorio, come quelle inferte dal ciclone Harry negli scorsi giorni, dimenticato dai media nazionali.
Il monito è stato chiaro: le leggi della natura non possono essere forzate e le scelte politiche non devono essere distanti dalle reali esigenze di chi coltiva la terra tra mille difficoltà, non ultimi i mutamenti climatici.
Istituzioni e Coldiretti: un fronte comune
La chiesa era gremita dai direttori e dai rappresentanti delle 12 sezioni della provincia di Ragusa, a testimonianza di una compattezza associativa che non teme le sfide.
Presenti le massime autorità civili e militari, la rappresentante del perfetto Giallongo, Maria Monisteri, Sindaco di Modica, che ha fatto gli onori di casa, Maria Rita Schembari, presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Presenti anche i deputati regionali Giorgio Assenza, Ignazio Abbate e Nello Dipasquale.
Il Presidente provinciale di Coldiretti, Francesco Ferreri, ha ribadito l’orgoglio di un settore che esprime eccellenze uniche: “Siamo qui per ringraziare, ma anche per ricordare che questa terra benedetta va difesa contro le distorsioni dei mercati globali”. Il riferimento è andato anche alle preoccupazioni per gli accordi Mercosur, che rischiano di penalizzare le produzioni locali a vantaggio di logiche puramente commerciali.
La benedizione lungo Corso Umberto
Il momento più scenografico e partecipato si è svolto all’uscita dalla Chiesa Madre. Lungo il Corso Umberto, il Vescovo Rumeo ha proceduto alla benedizione dei mezzi agricoli, schierati come giganti a presidio della tradizione.
Una giornata che si chiude con un messaggio di speranza e resilienza: l’agricoltura ragusana non è solo economia, ma un presidio di civiltà che chiede ascolto e rispetto.











