Modica tra dissesto e riscatto. Il peso dei debiti, la promessa del 2028, la responsabilità delle regole e il necessario patto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Un equilibrio fragile, tutto ancora da dimostrare.
Lo ha annunciato il sindaco Maria Monisteri nel corso della conferenza stampa, alle ore 15.45, convocata per illustrare i contenuti della delibera n. 8, approvata il 13 gennaio dalla Commissione Straordinaria di Liquidazione, nell’ambito della procedura di dissesto finanziario.
Non siamo esperti di bilanci e, quindi, non comprendiamo neppure i termini tecnici utilizzati dai tre commissari nei documenti pubblicati sul sito del Comune. Non ce ne vergogniamo, perché apparteniamo a quella “ignoranza” che, tra il 2000 e il 2010, suggerì ai governi di allora di produrre linee guida ministeriali per l’adozione, da parte delle pubbliche amministrazioni, di forme di bilancio sociale. Velleitarie allora come oggi furono quelle sollecitazioni delle Presidenze del Consiglio rivolte a Comuni di ogni colore politico che, già poco inclini al rispetto delle leggi, non avevano alcun interesse a redigere un “bilancio sociale” capace di rendere comprensibile ai cittadini, in forma narrativa e divulgativa, l’azione amministrativa: rendicontando l’impatto sociale delle politiche e dei servizi comunali; spiegando cosa è stato fatto, per chi e con quali risultati; rafforzando trasparenza, partecipazione e fiducia.
Era necessario un dissesto perché un sindaco illustrasse uno scenario di “buon governo” coinvolgendo i cittadini con un’azione di informazione sul programma di uscita dal dissesto. Non crediamo si offenderà nessuno se esprimiamo una certa diffidenza verso questo impegno: la mediocrità dell’intera classe politica espressa dalla “Modica repubblicana” non consente ottimismi.
Un primo, concreto segnale di cambiamento sarebbe l’impegno a produrre un piano di riequilibrio sociale non appena si entrerà in possesso della totalità dei debiti, compresi quelli fuori bilancio, così da fissare il reale ammontare dell’esposizione debitoria; appare evidente, infatti, che se l’eccezionale lavoro rivendicato dal sindaco come frutto, nell’ultimo anno, di una macchina amministrativa “impegnatissima” fosse stato una buona abitudine sin dai tempi del sindaco Saverio Terranova, Modica non avrebbe subito l’onta del dissesto.
Un dissesto che quandanche venisse assorbito entro due anni, lascia sul selciato del tessuto economico cittadino un vero e proprio esproprio: tra il 40 e il 60 per cento del debito complessivo scaricato sul tessuto sociale attraverso le transazioni che l’OSL proporrà a creditori già strozzati dal cattivo governo della città.
Se è vero che l’uscita dal dissesto entro il 2028 è condizionata dalle dimensioni della massa debitoria, esiste tuttavia un rientro immediato possibile: quello dal dissesto culturale che domina la gestione finanziaria dell’ente. Un rientro che può e deve essere avviato subito, producendo entro sei mesi norme procedurali chiare in materia di competenze e responsabilità, istituendo o modificando regolamenti e Statuto comunale capaci di eliminare le cause che hanno reso incontrollabile la spesa e aleatorie le entrate.
Né è del tutto condivisibile che, nel novero delle iniziative tese ad accelerare il rientro dal dissesto, non si vada oltre la grande puttanata del “temporary store” e la banale alienazione dei beni comunali, senza puntare invece su provvedimenti di rilancio dell’economia, su vere azioni di sviluppo capaci di aumentare strutturalmente le entrate comunali: unico modo per passare dal contabilismo amministrativo, per il quale è sufficiente un podestà, a un’azione corale e propriamente politica di sviluppo economico.
Sintomatico, in tal senso, è il disinteresse per la razionalizzazione e la riscossione dei passi carrabili che, oltre a garantire qualche entrata aggiuntiva, aumenterebbe la disponibilità di parcheggi e contribuirebbe a eliminare gli incivili battibecchi tra i proprietari di “saracinesche” che pretendono il libero passaggio e chi, legittimamente, non riesce a trovare un posto auto: si vedano Marina di Modica e Modica Alta, in particolare
Per questo salto di qualità non esistono alibi e non servono risorse finanziarie. Se è vero, come sostiene il sindaco, che la macchina burocratica ha finalmente prodotto un colpo di reni, lo dimostri.
Carmelo Modica






