Si continua a parlare della sfida Modica-Avola disputata ieri pomeriggio, 17 gennaio. Una gara combattuta, decisa da un gol di misura che consente al Modica Calcio di consolidare il primato in classifica, volando a +11 sulla seconda, proprio il Calcio Avola 1949.
Se il campo ha premiato i rosso-blu della Contea, il post-partita è stato invece segnato da polemiche e riflessioni amare da parte della società avolese. Attraverso i propri canali social, sostenitori e dirigenza dell’Avola hanno denunciato presunte aggressioni e scaramucce avvenute prima, durante e dopo l’incontro, parlando apertamente di episodi che “non hanno nulla a che vedere con il calcio”.
In particolare, la società avolese protesta per un’aggressione subita da un proprio tesserato, Toto Butera, poco prima dell’inizio del match, definita “intollerabile e indegna per un campo di calcio”. Al termine del primo tempo, mentre le squadre rientravano negli spogliatoi, viene inoltre segnalata una gomitata “violenta e codarda” ai danni di Alfò, seguita da un altro episodio che avrebbe coinvolto Carbone nel tunnel degli spogliatoi.
La nota amara dell’Avola
Nella nota ufficiale dell’Avola si legge: “Questo non è calcio. Chi consente episodi del genere, chi li minimizza, chi fa finta di non vedere si rende complice. I campi da calcio non possono e non devono trasformarsi in ring clandestini dove la violenza prende il posto del gioco e la prepotenza diventa metodo”
Modica Calcio esprime dispiacere per quanto accaduto
Non si è fatta attendere la replica del Modica Calcio, che ha espresso dispiacere per quanto accaduto, chiarendo però che la situazione sarebbe degenerata a seguito di una provocazione partita da un giocatore dell’Avola, dalla quale sarebbe scaturita la scaramuccia. La società modicana sottolinea come ciò non giustifichi nulla, ribadendo la gravità degli episodi e riconoscendo che provocazioni, purtroppo, ci sarebbero state da entrambe le parti.
Una riflessione più ampia
E proprio qui si innesta una riflessione più ampia. Le provocazioni fanno parte, nel bene e nel male, del gioco del calcio, soprattutto in un campionato come l’Eccellenza, dove alla difesa dei colori della maglia si aggiunge spesso quella dell’identità e dell’appartenenza territoriale. In Sicilia, non è un mistero, rivalità storiche, goliardia e vecchi retaggi possono riemergere con forza nei confronti più sentiti.
Il post dell’Avola accende senza dubbio i riflettori su un tema delicato e mai secondario come quello della violenza negli stadi. Allo stesso tempo, non manca il rischio che venga letto come un tentativo di giustificare una sconfitta amara. Resta però un dato oggettivo: entrambe le squadre hanno dimostrato in campo grinta, determinazione e voglia di portare a casa il risultato.
Il calcio, tuttavia, è chiamato ancora una volta a interrogarsi su come far sì che la passione non superi mai il limite del rispetto, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.






