Il territorio di Ragusa, negli ultimi anni, sta vivendo una lenta erosione del potere d’acquisto delle famiglie.
I dati fanno riflettere: il carrello della spesa è aumentato del 24% negli ultimi 5 anni, mentre i costi dell’energia hanno fatto registrare un’impennata del 34%. Numeri ufficiali, che descrivono una triste realtà in cui i salari, inoltre, rimangono fermi.
Un lavoratore della provincia di Ragusa, con uno stipendio medio annuo di 17.500 euro lordi annui, si ritrova, dopo aver pagato l’essenziale, con un potere d’acquisto tra gli 11 e 12.000 euro.
La media italiana, per intenderci è di 24.000 per lo stipendio e di 16.000 per il potere d’acquisto. I lavoratori ragusani sono al di sotto quindi di questa media e ad intervenire sul tema è stato il consigliere comunale di Ragusa, Sergio Firrincieli.
Il consigliere infatti, ha dichiarato: “Le famiglie ragusane vivono ogni giorno sulla propria pelle le difficoltà legate al caro-vita. Purtroppo, questo impoverimento è stato graduale, frammentato, e molti hanno affrontato il problema in silenzio, pensando di essere casi isolati. Si è fatto affidamento sui risparmi, sul sostegno dei familiari, si è rimandato il necessario, ma così si guadagna solo tempo e non si costruisce futuro”.
“Negli ultimi anni – continua – a livello nazionale e locale, si sia preferito intervenire con misure temporanee, bonus e correttivi, senza affrontare la questione centrale: salari e redditi che non tengono il passo con il costo reale della vita. Il risultato? Cresce la rassegnazione invece della fiducia, l’astensione invece della partecipazione, e si allarga la distanza tra cittadini e istituzioni”.
Firrincieli poi conclude affermando: “Parlo non solo da consigliere comunale, ma da cittadino di Ragusa che ascolta ogni giorno le storie di chi lavora, paga le tasse e fatica ad arrivare a fine mese. Esiste un ceto medio che si sta impoverendo in silenzio”.
Un appello finale segue quanto detto: “Se non iniziamo a chiamare questo disagio con il suo nome, continueremo a viverlo ciascuno per conto proprio. E quando gli ammortizzatori familiari e personali finiranno, il costo sociale sarà molto più alto”.
(alal)






