Pozzallo, sbarco nella notte di 101 migranti, 11 donne tra le persone soccorse
Per diverse ore si è parlato di un barcone con circa 150 migranti in difficoltà al largo di Pozzallo. Con il passare della notte e il procedere delle operazioni di soccorso, il quadro si è chiarito. Sono stati 101 i migranti messi in salvo e condotti in porto dopo un intervento complesso nel Canale di Sicilia.
L’emergenza è scattata intorno alle 19, quando alla Guardia Costiera è arrivata la segnalazione di un’imbarcazione sovraccarica a sud est di Pozzallo, a circa 50 miglia nautiche dalla riva. Nelle prime fasi si parlava di un numero molto più alto di persone a bordo, una stima iniziale che ha contribuito a far salire la tensione mentre il mare iniziava a peggiorare.
I soccorsi in mare aperto
La centrale operativa ha disposto l’uscita di una motovedetta dal porto di Pozzallo e l’invio di un secondo mezzo da Siracusa, coordinando l’intervento per raggiungere il barcone prima che il buio e le condizioni meteo rendessero tutto ancora più rischioso. Dopo ore di navigazione, le unità hanno intercettato l’imbarcazione, che avanzava lentamente ed era in condizioni precarie.
A bordo oltre cento persone
Sul barcone viaggiavano 101 migranti, tra cui 11 donne, stipati in uno spazio ridotto dopo un lungo viaggio. Molti apparivano stremati, provati dalle ore trascorse in mare. Secondo le prime informazioni non si registrano situazioni sanitarie di particolare gravità, anche se diversi migranti sono stati accompagnati per accertamenti medici una volta arrivati a terra.
Il trasbordo nella notte
Le operazioni di trasbordo sono iniziate in piena notte. Il personale della Guardia Costiera ha lavorato per garantire sicurezza e assistenza a ciascuna persona, distribuendo salvagenti e accompagnando i migranti sui mezzi di soccorso. Una fase delicata, resa ancora più complessa dalle condizioni del mare e dall’oscurità.
Concluso il trasferimento, il convoglio ha fatto rotta verso Pozzallo. L’arrivo in porto è avvenuto poco dopo l’una, mentre le operazioni di sbarco si sono concluse intorno alle 2. Sul molo erano stati predisposti punti di accoglienza temporanei, con tende, coperte e assistenza di base.
L’accoglienza a terra
Ad attendere i migranti c’erano operatori sanitari, mediatori culturali e personale delle organizzazioni umanitarie impegnati nel primo sostegno, anche psicologico. Per le persone più fragili, in particolare donne e giovani, sono state predisposte sistemazioni dedicate nelle fasi immediatamente successive allo sbarco.
(czcz)
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