118 a Scicli senza medici, il sindaco scrive alla Regione: “Situazione grave”
Allarme sulla sanità nel sud della provincia di Ragusa, il sindaco di Scicli scrive a Regione e Asp per le criticità del 118 mentre Modica fa i conti con un Pronto Soccorso al limite.
La sanità d’emergenza a Scicli è di nuovo al centro dell’allarme. Il sindaco Mario Marino ha scritto questa mattina al presidente della Regione siciliana Renato Schifani, all’assessore regionale alla Sanità Daniela Faraoni e al direttore generale dell’Asp di Ragusa Pino Drago per segnalare le gravi criticità organizzative del servizio 118 e chiedere interventi urgenti. Una lettera dura, maturata dopo un confronto interno con i consiglieri comunali e i coordinatori della maggioranza, che fotografa una situazione definita ormai al limite.
Il documento del sindaco e le criticità del 118
Nella lettera, Mario Marino mette nero su bianco quello che definisce un progressivo depauperamento dei servizi sanitari nel territorio di Scicli. Secondo il sindaco, il servizio di emergenza 118, con postazione all’ospedale Busacca nei locali dell’ex Pronto Soccorso, rappresenta oggi l’unico presidio rimasto a tutela della salute pubblica locale. Un presidio che però, si legge, è messo a dura prova dalla carenza di personale medico e infermieristico.
Il sindaco sottolinea come la popolazione del comprensorio faccia affidamento sul 118 non solo per patologie minori, ma soprattutto per le emergenze che richiedono un intervento medico tempestivo. Le difficoltà di organico avrebbero già prodotto episodi in cui le ambulanze sono intervenute senza medico a bordo, con equipaggi composti da soccorritori e autisti, costretti di fatto al solo trasporto del paziente verso altri ospedali.
Particolarmente allarmanti, secondo quanto riportato nella lettera, le chiusure complete del servizio nei giorni festivi per mancanza di personale. Vengono citati il turno notturno del 31 dicembre, l’intera giornata del primo gennaio e ancora la notte del 6 gennaio, episodi che avrebbero creato una grave interruzione di un servizio essenziale per la tutela della vita.
Da qui la richiesta formale all’Asp di Ragusa di garantire la continuità assoluta del 118 a Scicli, di potenziare l’organico della postazione dell’ospedale Busacca, di individuare soluzioni organizzative alternative nei momenti di carenza e di comunicare in tempi rapidi le misure concrete che si intendono adottare. Nella parte finale della lettera, l’amministrazione comunale chiede anche di fare chiarezza sulle voci di una possibile chiusura dell’ambulatorio del Punto di Primo Intervento, ipotesi che viene definita un colpo di grazia all’offerta sanitaria territoriale.
Emergenza sanità nel comprensorio modicano
Il tema della sanità in difficoltà non riguarda solo Scicli. La Segreteria cittadina di Forza Italia è intervenuta con una nota per denunciare le condizioni del comprensorio di Modica e Scicli, parlando di un diritto alla salute seriamente compromesso da carenze di personale e disfunzioni organizzative.
Nel mirino il Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore Baglieri di Modica, descritto come ormai al collasso. L’eccessiva affluenza di pazienti, aggravata dal picco influenzale, si scontra con la cronica mancanza di medici, infermieri e operatori sanitari, soprattutto nell’area dell’astanteria. Una situazione che, secondo Forza Italia, costringe molti pazienti a lunghe attese e a restare per ore sulle barelle.
Alla crisi del Pronto Soccorso di Modica si sommano, sempre secondo il partito, le difficoltà del servizio 118 a Scicli, spesso penalizzato da carenze di personale e interruzioni anche nelle fasce notturne e festive. Vengono segnalate inoltre la mancata piena operatività dei Pte di Scicli e Pozzallo e il mancato avvio dell’automedica.
Il segretario cittadino di Forza Italia parla di una situazione insostenibile e chiede l’avvio urgente di un confronto con l’Asp e con l’assessorato regionale alla Salute per garantire la continuità dei servizi di emergenza urgenza e il rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale. Una richiesta che si affianca, di fatto, all’appello lanciato dal sindaco Mario Marino ai vertici regionali e provinciali della sanità.
(czcz)
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