Ragusa e Comiso, anche quest’anno, ricordano le vittime del terremoto dell’11 gennaio 1693, che causò disperazione e tormento in tutto il Val di Noto.
Il capoluogo ha deciso di ricordare il violento sisma di 333 anni fa con una serie di iniziative volute dai parroci della cattedrale di San Giovanni Battista e del duomo di San Giorgio, proprio in vista dell’anniversario di domenica 11 gennaio.
Alle 15 infatti, in tutte le chiese della città, risuoneranno le campane, in concomitanza con l’orario del sisma. Alle 19:30, il duomo di San Giorgio si renderà protagonista della celebrazione dei solenni Vespri, con successivo canto delle litanie dei santi e del Te deum.
Alle 20:30 inizierà una fiaccolata con il seguente percorso: piazza Duomo, corso XXV aprile, piazza Pola e di nuovo corso XXV aprile. In prossimità del portale di San Giorgio infine, sarà recitato l’affidamento della città di Ragusa ai santi patroni, con successiva commemorazione civile.
Comiso invece, ha stipulato un programma diverso, ma ugualmente toccante e carico di significato. Le celebrazioni sono già cominciate ieri, con la traslazione del simulacro di San Biagio in Chiesa Madre. Alle 18:30 c’è poi stata la celebrazione eucaristica.

Da oggi, giovedì 8 gennaio a sabato 10 gennaio, sempre in chiesa Madre, la santa messa delle 8:30, con esposizione eucaristica fino alle 12. Alle 16 esposizione eucaristica, alle 18 celebrazione del Vespro e alle 18:30 la celebrazione eucaristica.
Fissata per stasera alle 20 invece, ci sarà l’adorazione eucaristica comunitaria. A darne l’annuncio il parroco della chiesa Madre, don Fabio Stracquadaini. Anche quest’anno, la comunità iblea si stringe attorno al ricordo per commemorare le anime stroncate di coloro che non ce l’hanno fatta in quel tragico 11 gennaio di 333 anni fa.
(alal)







