Giarratana, partono sabato i festeggiamenti per Sant’Antonio Abate

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Torna a Giarratana la festa di Sant’Antonio Abate, da sempre carica di tradizione e di entusiasmo presso l’intera comunità di fedeli.

I festeggiamenti si terranno nella basilica omonima e sono previsti da sabato 10 sino a domenica 18 gennaio, quando è prevista la doppia processione esterna del simulacro settecentesco.

Franco Ottone, parroco di Giarratana, parla a margine della festa e dichiara: “Non limitiamoci alle processioni e alle tradizioni che, per quanto belle, restano riti esterni. Sant’Antonio ci insegna qualcosa di più profondo: lui vendette tutto ciò che possedeva per donarlo ai poveri e si ritirò nel deserto per cercare Dio nella preghiera, nella solitudine e nella penitenza”.

Un’esortazione quindi all’austerità e alla riflessione, in piena armonia con quello che era lo spirito di Sant’Antonio Abate.

Le celebrazioni partiranno alle ore 16:30 con il suono a festa delle campane e lo sparo di colpi di cannoni. A seguire, la traslazione del simulacro dalla cappella all’altare maggiore della basilica.

Domenica 11, alle ore 8:30, nella chiesa di Sant’Antonio Abate, la celebrazione eucaristica presieduta da don Innocenzo Mascali. Poi, la santa messa presieduta da don Johns Avuppadan nella chiesa di San Bartolomeo, fissata per le 11, in suffragio alle vittime del terremoto del 1693.

Alle 15 ci sarà il suono delle campane in tutte le chiese per commemorare tutte le vittime. Alle 18:30, altra celebrazione in suffragio delle vittime del sisma.

Una curiosità sulla festa: la tradizione di benedire gli animali non è legata direttamente a Sant’Antonio: nasce nel Medioevo in terra tedesca, quando era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare all’ospedale, dove prestavano il loro servizio i monaci di Sant’Antonio. Da qui prese piede un’usanza che fu mutuata su tutto il territorio della cristianità.

(alal)

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