Spiagge siciliane, il governo apre il fondo da 5 milioni e scoppia la polemica

2–3 minuti

Cinque milioni di euro per attrezzare le spiagge libere, il governo regionale rivendica un investimento storico ma i balneari protestano.

Cinque milioni di euro per attrezzare le spiagge siciliane, una cifra che secondo il governo regionale non ha precedenti. Ma l’annuncio contenuto nell’ultima Finanziaria accende lo scontro con i balneari, che parlano di esclusione e di scelte calate dall’alto. A rispondere alle critiche è l’assessore al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino, che difende la misura e rivendica un cambio di passo mai visto prima.

Giusi Savarino chiarisce che l’obiettivo dell’esecutivo guidato da Renato Schifani è rendere le spiagge sempre più accessibili, con servizi moderni e spazi dedicati allo sport, ai bambini e a una fruizione più ampia, capace di attrarre sia i siciliani sia i turisti. I contributi del nuovo fondo da 5 milioni di euro, stanziato per la prima volta con la Finanziaria, saranno destinati ai Comuni, che individueranno in autonomia le spiagge su cui intervenire per garantire standard adeguati a tutti i bagnanti.

Secondo l’assessore non può essere escluso a priori che i benefici possano riguardare anche litorali in parte affidati in gestione, pur restando fermo che i concessionari sono già onerati di fornire alcuni servizi previsti dai contratti con la Regione. Giusi Savarino sottolinea inoltre che nella stessa Finanziaria sono stati inseriti altri fondi per gli enti locali, 800 mila euro per i bagnini, un milione per l’implementazione dei servizi e 3 milioni per la pulizia dell’arenile, risorse che si sommano ai 5 milioni destinati a progetti di miglioramento qualitativo e di vivibilità delle spiagge, anche in funzione dell’ottenimento delle bandiere.

Le perplessità dei balneari

Di tutt’altro tenore la posizione dell’Associazione balneari siciliani, che pur riconoscendo la “nobile intenzione” del governo esprime forti dubbi sulla misura. I concessionari ricordano come sia ancora valida la legge regionale numero 17 del 1 settembre 1998, che obbliga i Comuni costieri a istituire il servizio di vigilanza e salvataggio nelle spiagge libere, una norma che, a loro dire, sarebbe stata sistematicamente disattesa senza che la Regione abbia mai erogato le somme necessarie.

I balneari rivendicano di essere oggi gli unici a fornire a proprie spese servizi considerati strategici, come bagnini qualificati, infermerie attrezzate e defibrillatori per il primo soccorso. In attesa del decreto assessoriale che dovrà regolamentare la nuova norma, l’associazione chiede che i Comuni non trasformino i nuovi fondi in attività provvisorie e concorrenziali rispetto alle concessioni esistenti. Viene inoltre lamentata la totale mancanza di concertazione con le sigle sindacali del settore da parte della Regione e dell’assessorato.

Savarino: “basita dalle lamentele”

Giusi Savarino conclude dicendo di restare “basita” dalle lamentele, proprio nel momento in cui, per la prima volta, il governo regionale investe sulla bellezza delle coste siciliane creando un fondo da 5 milioni di euro, approvato con la condivisione unanime del parlamento regionale. Sullo sfondo resta una frattura evidente tra istituzioni e categoria balneare, che chiede riconoscimento per il ruolo svolto sul demanio marittimo e per un settore che, secondo i concessionari, garantisce oltre undici milioni di euro l’anno alle casse della Regione.

(czcz)

PUBBLICITÀ

Bruno 970x250

ALTRE TOP NEWS