Panico al pronto soccorso di Ragusa poco dopo l’una di notte. Un paziente psichiatrico, in attesa già da un po’, ha iniziato ad urlare contro tutto e tutti, creando momenti di forte tensione tra le persone presenti in sala d’attesa.
Secondo il racconto di una persona che si trovava lì in quel momento, si sono vissute scene di vera paura. La guardia giurata in servizio è intervenuta per invitarlo a non disturbare gli altri utenti, ma la situazione è rapidamente degenerata. Il paziente è andato in escandescenza. In un primo momento ha sbattuto una sedia a rotelle contro il muro e poi ha spinto una barella contro la guardia giurata, che per fortuna non ha riportato ferite. La furia è proseguita all’interno della camera calda. L’uomo ha preso a pugni con rabbia i muri, riuscendo anche a scardinare una parte della recinzione dei lavori in corso all’interno del pronto soccorso. Subito dopo ha colpito a calci i birilli del cantiere, aumentando il clima di allarme tra chi assisteva alla scena. Dopo alcuni minuti di dialogo, la guardia giurata è riuscita a parlargli e a calmarlo, evitando conseguenze peggiori. Sul posto è arrivata anche la polizia per gli accertamenti del caso.
L’episodio di Modica e l’intervento del direttore sanitario
A riaccendere l’attenzione su quanto accade nei pronto soccorso della provincia c’è anche quanto successo il 13 dicembre scorso al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore Nino Baglieri di Modica, dove un medico in servizio è stato aggredito fisicamente durante il proprio lavoro. In quell’occasione il sanitario riportò un pugno alla testa e uno al costato sinistro, con una contusione toracica e difficoltà respiratorie, dopo aver richiamato alcuni familiari di una paziente al rispetto delle regole organizzative e di sicurezza. Sulla vicenda intervenne il direttore sanitario Pietro Bonomo, spiegando che gli atti erano già stati trasmessi alla Procura della Repubblica e che, sul piano interno, la dipendente dell’ospedale coinvolta, figlia della paziente ma fuori servizio, era stata trasferita a Scicli. Bonomo parlò anche di una solidarietà mancata nei confronti del medico aggredito, sottolineando come l’assenza di prese di posizione da parte delle istituzioni avesse creato malumore tra i medici del Pronto Soccorso, che si sarebbero sentiti lasciati soli in una corsia sempre più esposta a tensioni e violenze.






