Emergenze senza medico, il 2026 parte malissimo nel Modicano

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Nel giorno di Capodanno il Distretto di Modica resta senza ambulanze medicalizzate. Dalle 8 di questa mattina, 1 gennaio 2026, e fino alle 8 di domani, nessun mezzo con medico a bordo è operativo in un’area che comprende Modica, Pozzallo, Ispica e Scicli.

Una situazione che ha provocato la reazione dura del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che parla di avvio dell’anno “assolutamente inaccettabile”.

Un Capodanno senza medico a bordo

Il dato è secco e preoccupante. Per ventiquattro ore consecutive, nel Distretto di Modica non è presente alcuna ambulanza medicalizzata. In caso di emergenze gravi, gli interventi dovranno essere garantiti da mezzi provenienti da altri distretti, con tempi inevitabilmente più lunghi. Una criticità che riguarda un territorio vasto e densamente abitato, e che nel giorno festivo di oggi pesa ancora di più.

Il Distretto di Modica scoperto per un giorno intero

L’assenza del servizio interessa l’intero distretto che comprende anche i comuni di Pozzallo, Ispica e Scicli. Un’area che, soprattutto nei periodi festivi, registra un aumento delle richieste di soccorso. La mancanza del medico a bordo delle ambulanze costringe il sistema di emergenza a fare affidamento su risorse esterne, con tutte le difficoltà che ne derivano. Una situazione che, di fatto, riduce le garanzie di assistenza immediata per i cittadini.

Ammatuna: “il 2026 inizia malissimo “

“Inizia male il 2026”, dice Roberto Ammatuna senza giri di parole. Il sindaco definisce la situazione “assolutamente inaccettabile” e richiama l’urgenza di affrontare in modo strutturale il tema dei servizi di emergenza urgenza. Per Roberto Ammatuna non si tratta di un episodio isolato ma di un problema che va risolto alla radice, per evitare che si ripeta ancora.

Secondo Roberto Ammatuna è ormai improcrastinabile l’apertura di un tavolo tecnico nella sede dell’ASP di Ragusa. L’obiettivo, spiega, è discutere in modo concreto l’organizzazione dei servizi di emergenza urgenza e mettere al centro la tutela della salute degli utenti e degli abitanti dell’intera provincia di Ragusa. Un confronto che, per il sindaco, non può più essere rimandato, visto che episodi come quello di oggi rischiano di diventare la normalità.

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