Nell’aula magna di Villa Cerami l’omaggio al docente di Diritto romano del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania che conclude la sua carriera accademica.
Si è celebrato nell’aula magna di Villa Cerami, cuore pulsante del Dipartimento di Giurisprudenza di Catania, il congedo accademico del professor Francesco Milazzo, figura di riferimento nel panorama del Diritto romano e studioso profondamente legato alle sue radici modicane. L’occasione del collocamento in quiescenza si è trasformata in un tributo corale alla sua carriera, capace di unire il rigore scientifico della tradizione catanese a una straordinaria proiezione internazionale.
“Legato alle origini… aperto al mondo”
Il titolo scelto per la giornata celebrativa, organizzata dalla professoressa Sara Longo, sintetizza perfettamente il profilo del docente. Il percorso del Prof. Milazzo non è stato solo un esercizio di erudizione, ma un ponte gettato tra la Sicilia e l’Europa.
Hanno offerto testimonianze sul suo profilo umano e scientifico illustri colleghi e allievi: Giuseppe Falcone (Università di Palermo), Peter Groeschler (Università di Magonza), Giovanni Di Rosa (Università di Catania) e Clio Di Guardo (Magistrato e già allieva del professore)
Una carriera senza confini
Oltre ai trent’anni di insegnamento a Catania, il Prof. Milazzo ha portato il nome della cultura giuridica italiana in prestigiose sedi estere come Friburgo, Salisburgo e Cambridge.
Un legame particolare è quello maturato con l’area nordica: dopo ben sedici anni di docenza in Islanda, il professore ha recentemente ricevuto il titolo di Affiliated Professor presso la University of the Faroe Islands di Tórshavn. Qui continuerà la sua attività di ricerca, approfondendo l’influenza del diritto romano nei sistemi nordeuropei e coordinando dottorati internazionali.
Nel suo sentito intervento di chiusura, il professor Milazzo ha voluto ripercorrere la storia del Dipartimento attraverso il ricordo dei grandi giuristi che ne hanno segnato il cammino. Ha reso omaggio a figure come Cesare Sanfilippo, Giovanni Nicosia, Luigi Arcidiacono, Sandro Corbino, Franco Musumeci e Georg Wolf, maestri che hanno forgiato la sua identità di studioso.






