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Chiusa la Porta Santa a Noto: si conclude il cammino del Giubileo 2025

In una Cattedrale di San Nicolò ricolma di fedeli, pellegrini e autorità, la Diocesi di Noto ha celebrato, domenica 28 dicembre 2025, l’atto conclusivo dell’Anno Santo. Il rito della chiusura della Porta Santa ha segnato ufficialmente la fine di un percorso spirituale intenso, vissuto in comunione con la Chiesa universale.

Una celebrazione corale

La cerimonia, curata in ogni dettaglio, è stata presieduta dal Vescovo di Noto, mons. Salvatore Rumeo. Al suo fianco, hanno concelebrato tutti i sacerdoti della diocesi e mons. Giorgio Demetrio Gallaro, Eparca emerito di Piana degli Albanesi e già Segretario del Dicastero per le Chiese Orientali.

Oltre ai numerosi fedeli giunti dai nove comuni della Diocesi, erano presenti i sindaci del territorio e i vertici delle Forze dell’Ordine, a testimoniare il legame profondo tra la comunità ecclesiale e quella civile.

La Santa Famiglia: modello di prova e di fede

L’evento, svoltosi nella Festa della Santa Famiglia, ha offerto al Vescovo l’occasione per riflettere sulla realtà della condizione umana. Mons. Rumeo ha ricordato come il Figlio di Dio abbia condiviso pienamente le tribolazioni terrene:

“Il Figlio di Dio condivise fino in fondo la nostra realtà per dirci che Lui ci è sempre vicino e non è mai estraneo alle prove e alle tribolazioni della vita”.

Citando l’esempio di San Giuseppe, il Vescovo ha sottolineato la sua capacità di non decidere mai basandosi solo sui propri ragionamenti, ma cercando sempre “la conferma dall’alto, un segno di Dio”. Maria e Giuseppe sono stati indicati come modelli di unità, capaci di vivere i disagi e i contrattempi della vita non come ostacoli, ma come “occasioni per dimostrare la propria fedeltà a Lui”.

Il significato del Giubileo: una porta sempre aperta nel cuore

Nel tracciare un bilancio dell’anno giubilare, mons. Rumeo ha ringraziato il Signore per il “tempo di grazia” concesso alle comunità. Ha poi spiegato il valore simbolico del passaggio attraverso la Porta Santa: un gesto con cui si è voluto abbandonare l’egoismo e la superbia per entrare nello “spazio della misericordia come pellegrini di speranza”.

Tuttavia, il Vescovo ha precisato che la fine del Giubileo non interrompe il cammino della fede: “La Porta Santa che è Cristo non si chiude mentre la Chiesa proclama chiuso il Giubileo. Essa rimane aperta perché i figli della Chiesa […] vanno incontro agli uomini loro fratelli e al mondo con gesti di amore misericordioso”.

Un appello alle comunità: “Oltre l’egoismo”

L’omelia si è conclusa con un forte invito alle parrocchie affinché diventino autentiche “comunità di persone che credono, pregano e amano”. Il Vescovo ha esortato i presenti a incarnare un “nuovo alfabeto dell’agire umano”, fatto di gratitudine e perdono, per sostenere chi è orfano di affetti, chi è emarginato o chi è schiavo di nuove dipendenze.

Con questo solenne rito, la Diocesi di Noto si congeda dall’anno giubilare 2025, raccogliendo la sfida di trasformare la speranza celebrata in “azioni concrete ed efficaci” per il bene di tutti.

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