L’evento “Italia in Africa, andata e ritorno” in programma il 28 dicembre al centro culturale di via Matteotti a Ragusa, si avvicina e si alimentano i preparativi per un’iniziativa che ha come scopo quello di affrontare il tema del colonialismo sotto una lente diversa.
La parte centrale dell’evento sarà costituita dalla proiezione del film “If I only were that warrior” di Valerio Ciriaci. La pluripremiata pellicola, sarà accompagnata anche dagli interventi di Stefania Ragusa, giornalista e docente specializzata in arti e culture africane e di molti altri ospiti.
“Quello che rimane problematico e ancora molto infantile è la relazione dell’Italia con la propria storia, una relazione che non sembra capace di reggere l’impatto con la complessità”, è quanto dichiara la professoressa in merito al rapporto tra il nostro Paese e il colonialismo.
“Esiste ormai una letteratura accademica vastissima – continua – che tuttavia, non è per tutti. Per raggiungere e sensibilizzare un pubblico più ampio, spesso risultano più efficaci podcast e film. E non è un caso che, in occasione dell’evento ragusano, sarà proiettato il lungometraggio del regista Valerio Ciriaci”
“Nel mio intervento inoltre darò inoltre alcuni suggerimenti di lettura, come quello della scrittrice etiope Maaza Mengiste, che ho recentemente intervistato. Penso anche, e potrebbe sorprendere, a Tempo di uccidere di Ennio Flaiano, uscito nel 1947, per molto tempo accusato di essere una lettura di destra. Ritengo sia una fotografia dettagliata del problema”, ha concluso la professoressa.
A.L.






