L’appello di Lorefice ai giornalisti: “Disarmate le parole per liberare la verità”

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In occasione del tradizionale scambio di auguri natalizi con l’UCSI Palermo, l’Arcivescovo Corrado Lorefice traccia la rotta per un’informazione che sia strumento di pace e resistenza contro la menzogna.

Non un semplice augurio di buone feste, ma un richiamo profondo alla responsabilità etica di chi maneggia l’informazione. Monsignor Corrado Lorefice ha incontrato i giornalisti lanciando un monito chiaro: in un’epoca di sovraccarico informativo, la vera sfida è “liberare” la parola.

La crisi delle parole: dalla menzogna alla speranza

Secondo l’Arcivescovo, stiamo attraversando una vera e propria “crisi delle parole”. Il rischio, ha sottolineato Lorefice, è che la menzogna si travesta da notizia, inquinando il dibattito pubblico.

“Dobbiamo liberare, disarmare, ‘inverare’ le parole. La parola non può essere un’arma per combattere qualcuno: voi giornalisti siete al servizio della costruzione della ‘Città degli uomini’.”

Per Lorefice, comunicare non è un atto neutro, ma un gesto generativo: “Comunicare significa seminare speranza”. Questo richiede una stampa che sia radicalmente libera da ogni condizionamento, capace di resistere alle logiche di parte per servire esclusivamente la verità e il bene comune.

Rivolgendosi in particolare ai comunicatori cristiani, l’Arcivescovo ha voluto sgombrare il campo da pregiudizi: “La sfida della stampa cattolica è far vedere che non siamo bigotti, ma persone che vivono la fede essendo operatori di giustizia e di pace”. Un invito, dunque, a una testimonianza attiva che si traduca in un’informazione di alta qualità professionale e morale.

Tutela del lavoro e memoria: le istanze dell’Ucsi

All’incontro, organizzato in collaborazione con l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali diretto da Luigi Perollo, ha preso parte il direttivo dell’Ucsi Palermo. Il presidente Roberto Immesi ha ribadito il legame tra libertà di stampa e dignità lavorativa: “Un’informazione di qualità implica che i giornalisti siano tutelati e possano lavorare con serenità, senza temere per il proprio posto di lavoro”.

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