Ragusa, verso il sacerdozio: Mattia Mazza e Andrea Occhipinti ammessi agli Ordini Sacri

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Ieri È stato un giorno di festa e commozione per la Chiesa ragusana. Infatti, nella solenne cornice della Cattedrale di San Giovanni Battista, il Vescovo di Ragusa, Monsignor Giuseppe La Placa, ha presieduto il rito di ammissione tra i candidati all’Ordine Sacro dei seminaristi Mattia Mazza e Andrea Occhipinti.

La cerimonia si è svolta durante la celebrazione eucaristica dedicata alle famiglie e agli amici del clero, un momento che ha sottolineato il legame profondo tra la comunità e le nuove vocazioni.

Tre parole per il cammino: l’omelia del Vescovo

Durante l’omelia, Monsignor La Placa si è rivolto direttamente ai due giovani, tracciando per loro una “bussola spirituale” fondata su tre pilastri essenziali per la vita sacerdotale: gioia, umiltà e fedeltà.

“Carissimi Andrea e Mattia, tre parole vi affido perché le custodiate come compagne inseparabili del vostro cammino”, ha esordito il Vescovo.

Monsignor La Placa ha poi approfondito il significato di questi tre concetti: la gioia definita non come un’emozione passeggera, ma come un sentimento che “nasce dall’incontro con Dio, capace di trasformare il cuore e rendere fertile il nostro deserto”. Per i due seminaristi, questa gioia rappresenta “il segno tangibile” della loro vocazione. Altro termine chiave l’Umiltà, descritta come una virtù “paradossale”, essenziale per chi sceglie di servire. “Nel regno di Dio conta la capacità di decentrarsi e fare spazio a Lui con docilità. Essa è la dimora di Dio nell’uomo”, ha ricordato il presule.

Infine la Fedeltà un invito alla costanza nel tempo. “La vita cristiana si sviluppa lungo processi che esigono perseveranza, pazienza e fedeltà quotidiana”, ha concluso il Vescovo, sottolineando come la vera fedeltà si costruisca “nei piccoli ‘Sì’ di ogni giorno”, rendendo la vita “stabile e feconda”.

Con questo rito, Mattia e Andrea compiono un passo decisivo nel loro percorso di formazione verso il presbiterato, accompagnati dalla preghiera della comunità e dall’incoraggiamento del loro Pastore.

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