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“L’Apollo di Cleveland”: un nuovo testimone riconosce la statua fra quelle trafugate da Brucoli

Oggi pomeriggio alle ore 15,00, al Teatro Comunale di Siracusa, si terrà la presentazione degli ultimi risultati della indagine scientifica sulla origine siciliana dei Bronzi di Riace e con una perfetta coincidenza temporale esce un nuovo servizio sull’argomento nel prosieguo dell’inchiesta giornalistica del quotidiano “La Sicilia”, che ha seguito sin dall’inizio la vicenda.

Secondo il nuovo testimone – così come riportato da “La Sicilia” – oltre alle due statue dei Bronzi, ci sarebbe stata anche una più piccola, di circa un metro e mezzo di altezza, priva di un braccio, che non avrebbe raffigurato un guerriero ma un giovane nudo in posa plastica, che non ha esitato a riconoscervi “l’Apollo di Cleveland”.

La statua fu acquistata nel 2004 dal museo di Cleveland, che sostiene si tratti “dell’Apollo Saurokton” di Prassitele.

La versione del museo sull’acquisto della statua – sarebbe stata acquisita da una galleria di Ginevra – è stata però ritenuta falsa dall’Osservatorio Internazionale Archeomafie, che individua la sua provenienza dal mercato italiano degli archeotrafficanti.

“La nuova testimonianza – afferma il Professore Madeddu sostenitore dell’ipotesi siracusana dei Bronzi – aggiunge un altro interessantissimo particolare circa l’identità della 5 statue che , secondo i testimoni, sarebbero state ripescate e trafugante clandestinamente da Brucoli nel 1968: oltre ai due Bronzi di Riace e al terzo Guerriero anche l’Apollo di Cleveland. Se la testimonianza venisse confermata si aprirebbe uno scenario inimmaginabile, fino a ieri, su questa oscura e pazzesca vicenda di archeomafia che qualcuno 57 anni fa, ha tentato di seppellire per sempre, forse per fortuna non riuscendovi del tutto”.

Sull’argomento avevamo già sentito il Prof. Madeddu, che ci aveva già anticipato questa possibilità.

“Se questa ipotesi fosse vera – peraltro coincide in parte con quelle che sono le fonti storiche – diventa interessante quello che ha pubblicato il professore Braghò nell’ultimo decennio riguardo alla presunta possibilità della presenza di un terzo guerriero a Los Angeles. Il professore Braghò ha fatto un bellissimo lavoro, uno studio su questo, andando a prendere documentazione che si trovava nel museo archeologico al momento del recupero, dove sembrerebbe emergere che un terzo guerriero sarebbe stato venduto al magnate americano Paul Getty nell’ambito del famoso sequestro del nipote, Paul Getty Junior. Quando ci fu questo sequestro di persona, nel pacchetto del riscatto – spiega Braghò – ci sarebbe stato anche questo e in tal senso c’è addirittura la verbalizzazione di un pentito della ndrangheta che avrebbe accennato al fatto. Paul Getty significa Paul Getty Museum, quindi i sospetti sono finiti lì. Questo è quello che sostiene Braghò e devo dire che il suo libro è molto interessante, va letto, va preso con grande attenzione”.

“C’è già chi ha avanzato l’ipotesi che l’Apollo di Cleveland, possa provenire dal mare siciliano ed è stato Tsao Cevoli – un importante archeologo – che parlava in realtà del Canale di Sicilia, lo collegava al satiro di Mazzara del Vallo – prosegue Madeddu – ma qualcun altro inizia a ipotizzare anche che sì, veniva dal mare Sicilia, ma probabilmente non da lì, ma proprio da questo recupero di Brucoli”.

L’Apollo di Cleveland sarebbe un altro colpo clamoroso, qualora fosse vera questa ipotesi.

Prima o poi la verità viene sempre a galla: tanta carne al fuoco dunque stasera al convegno.

Peppe Privitera

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