La carità non conosce limiti certamente ma ha bisogno di spazi per poter essere realizzata pienamente, questo ha mosso nei mesi scorsi il vescovo Mons. Salvatore Rumeo a rimodulare i bassi del Palazzo Vescovile.
Infatti i bassi dell’Episcopio, cuore pulsante della macchina organizzativa della Diocesi di Noto, saranno la nuova sede della Segreteria Caritas diocesana, così da diventare un punto di riferimento, un faro per le Parrocchie e le associazioni che hanno a cuore progetti di speranza e soluzioni ai problemi sociali.
L’attenzione verso i poveri
Papa Leone XIV nel recente documento Dilexi Te chiarisce: “il cambiamento d’epoca che stiamo affrontando rende oggi ancora più necessaria la continua interazione tra battezzati e Magistero, tra cittadini ed esperti, tra popolo e istituzioni. In particolare, va nuovamente riconosciuto che la realtà si vede meglio dai margini e che i poveri sono soggetti di una specifica intelligenza, indispensabile alla Chiesa e all’umanità”.
Certamente l’induzione di Mons. Salvatore Rumeo, che ha le basi nell’eredità spirituale e teologale di Papa Francesco, in linea con il magistero di papa Leone mira a dare un nuovo volto alla Chiesa di Noto, una Chiesa vicino a chi soffre, geme e spera.
La nuova sede crocevia di incontro
La Sede della nuova segreteria diocesana sarà dedicata a Mons. Giuseppe Malandrino già vescovo di Noto, darà l’opportunità per incontrare persone che vivono forme di smarrimento, a diverso titolo. Al suo interno saranno presenti i vari ambiti: dai centri d’aiuto per la promozione umana, dall’osservatorio delle povertà al settore immigrazione, dalla advocacy alla giustizia riparativa , alla mondialità pace e servizio civile . Inoltre l’ambito dei cantieri educativi cercherà di dare risposte a quanti sono impegnati nel processo educativo dei ragazzi.
Nella nuova struttura è stata pensata anche un’aula conferenze per curare la formazione degli operatori e dei volontari.
“La nostra missione sarà sempre nel territorio della Diocesi ma é importante avere uno spazio dove incontrare e confrontarsi con i vari operatori” spiega mons. Salvatore Rumeo.
Nella stessa giornata, sempre nei bassi dell’Episcopio sarà inaugurata la Casa Papa Francesco per i senza fissa dimora a testimonianza dell’impegno del Vescovo Rumeo e della Chiesa diocesana per le nuove periferie esistenziali e per i bisognosi.
Oggi come ricorda sempre Papa Leone XIV il grido e la condizione dei poveri interpella la vita di ciascuno, dei sistemi politici ed economici. “Sul volto ferito dei poveri – scrive il pontefice – troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, però, la stessa sofferenza del Cristo”. L’esperienza che si appresta a vivere la Chiesa di Noto è un vero e proprio dono per un territorio che affronta giorno dopo giorno mille difficoltà.







