Si infiamma il clima politico nella città capoluogo, infatti emergerebbero forti criticità politiche e sociali dal Bilancio di previsione 2026–2028 presentato dall’Amministrazione comunale di Ragusa.
A sollevarle sono le forze del fronte progressista in Consiglio comunale – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Controcorrente e Territorio – che esprimono una dura presa di posizione sia nel metodo che nel merito della manovra.
Nel mirino, innanzitutto, le modalità di convocazione dell’aula: la seduta dedicata al Bilancio è stata fissata con tempi ristrettissimi, tali da non consentire – secondo l’opposizione – un’analisi approfondita e responsabile dell’atto amministrativo. Alla richiesta di una proroga di una settimana per lo studio del documento, l’Amministrazione avrebbe risposto con un “no secco”, nonostante la scadenza per l’approvazione sia fissata al 31 del mese.
Nel merito, il giudizio è altrettanto severo: “Un bilancio finanziariamente solido – spiegano – ma politicamente cieco rispetto alla coesione sociale”. Secondo il fronte progressista, si tratta di un bilancio di “gestione” e non di “visione”, incapace di affrontare le principali debolezze strutturali della città: spopolamento, fuga dei giovani, stagnazione economica, turismo ancora troppo stagionale, degrado urbano in diversi quartieri, trasporto pubblico carente.
Tagli netti nel settore servizi alla persona
Particolarmente pesanti i tagli al settore dei servizi alla persona. Le risorse passano da 23 milioni di euro nel 2026 a 12,2 nel 2027 fino a 9 milioni nel 2028, con una riduzione complessiva superiore al 60% in due anni. Un ridimensionamento che, secondo l’opposizione, rischia di compromettere interventi fondamentali per minori, famiglie vulnerabili, persone con disabilità e anziani fragili. Tra le possibili cause, viene citato anche l’ingente credito non riscosso nei confronti di Iblea Acque, che avrebbe costretto l’ente ad accantonare milioni di euro.
Gravi lacune emergono anche sul fronte delle politiche di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze: nessun rafforzamento dei fondi per emergenze sociali, sfratti o povertà educativa. Periferie e frazioni restano senza risorse dedicate per manutenzioni, mobilità e servizi di prossimità. Assenti, inoltre, politiche strutturate per l’integrazione.
Inoltre, zero investimenti anche sulla prevenzione della violenza di genere, mentre sul fronte dell’emergenza abitativa lo stanziamento è definito “simbolico” con fondi ritenuti del tutto insufficienti ad affrontare l’attuale situazione.
A preoccupare ulteriormente è il completo azzeramento delle politiche giovanili: il capitolo di bilancio dedicato risulta vuoto, senza risorse per spazi aggregativi, opportunità formative o prevenzione del disagio.
“Di fronte a un bilancio che taglia proprio dove Ragusa è più fragile – concludono le forze progressiste – confermiamo il nostro impegno a rappresentare i bisogni, i diritti e la coesione sociale della città, denunciando un atteggiamento antidemocratico che sta diventando un tratto distintivo di questa amministrazione. Ragusa merita una programmazione più equa, lungimirante e capace di costruire futuro”.






