Sull’approvazione del regolamento delle antenne da parte del consiglio comunale di Modica interviene iI Partito Democratico che era stato accusato dalla consigliera Floridia di avere votato a favore del Regolamento. Il segretario del Pd Francesco Stornello insieme al consigliere Giovanni Spadaro spiegano che il loro voto favorevole ha un unico, chiaro obiettivo: “mettere fine al “Far West” che ha devastato il nostro territorio”
Lo abbiamo fatto dai banchi dell’opposizione- sottolineano- dimostrando quella responsabilità che altri, pur avendo sostenuto le amministrazioni di questa città per anni, sembrano aver smarrito”
Il segretario cittadino Stornello in particolare dichiara che “leggere le critiche della consigliera Rita Floridia ci lascia sconcertati: siamo di fronte a un evidente caso di amnesia politica. La consigliera dimentica forse di aver sostenuto convintamente sia l’amministrazione precedente che quella attuale? La verità è che la colpa del caos odierno ricade proprio sull’inerzia di chi ha amministrato nell’ultimo decennio. Esistevano già vecchie previsioni che individuavano siti idonei, ma sono state colpevolmente ignorate e lasciate nei cassetti. Perché non si è preteso il rispetto di quelle indicazioni prima?
Il PD, con senso delle istituzioni, oggi contribuisce a mettere un punto fermo per rimediare ai ritardi e alle omissioni del passato. Non accettiamo lezioni da chi è politicamente responsabile di ogni singola antenna installata senza criterio negli ultimi anni.”
Sulla questione interviene duramente anche il gruppo consiliare, che ha vissuto in prima linea il dibattito in aula, smontando la narrazione demagogica del “no a tutto”.
“Dov’era la consigliera Floridia quando, dal 2020 ad oggi – in piena epoca 5G – venivano installate le nuove antenne nel silenzio più assoluto?” incalza il Consigliere Comunale Giovanni Spadaro. “Perché in quegli anni, pur essendo in maggioranza, non ha detto una sola parola mentre i cittadini si trovavano i tralicci sopra la testa? Criticare il regolamento oggi, dopo aver avallato col proprio silenzio anni di installazioni selvagge, è inaccettabile. Bisogna dire la verità ai cittadini: promettere divieti assoluti o prescrizioni ultra restrittive è falso e pericoloso. La legge non lo consente e i ricorsi al TAR, che i Comuni perdono regolarmente, come li ha persi il Comune di Modica, lo dimostrano. Con questo atto passiamo dalla totale deregulation al controllo, introducendo monitoraggi e criteri certi che prima non esistevano.”
Il Partito Democratico ribadisce la propria linea: fare opposizione seria significa tutelare i cittadini con i fatti e dotare la città di uno scudo giuridico solido, non cercare consensi con passerelle tardive sui giornali dopo aver dormito mentre la città veniva riempita di antenne.
Leggo l’articolo del Partito Democratico di Modica, che ha scelto di votare a favore del nuovo Regolamento per l’installazione delle stazioni radio base, dichiarando come unico obiettivo quello di “porre fine al Far West” sul nostro territorio. Un’affermazione che merita qualche puntualizzazione, perché la verità – quella sì, spesso dimenticata – racconta tutt’altro.
Il vero Far West non nasce durante l’Amministrazione Abbate, come qualcuno tenta di far credere, ma risale al 2009, quando fu predisposto un piano antenne con allocazioni puntuali che ignoravano completamente i siti sensibili. È proprio quel piano, voluto e approvato da amministrazioni sostenute dal PD, ad aver creato il quadro normativo che ancora oggi permette alle società di installare impianti nei siti indicati dalle vecchie mappe di localizzazione e in futuro dalla mappa delle localizzazioni approvata in quest’ ultimo consiglio comunale.
Viene spontaneo chiedersi: dov’era allora il consigliere Spadaro, oggi così solerte nel puntare il dito?
Se c’è stato un periodo in cui si è provato realmente a mettere un freno a questo fenomeno, quello è stato proprio durante l’Amministrazione Abbate. In quegli anni la linea è sempre stata chiara e contraria, e fu approvata perfino una delibera che vietava l’installazione delle antenne.
Per questo rispedisco al mittente accuse e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento. La città non ha bisogno né di ipocrisie né di ricostruzioni distorte della realtà. E chi mi conosce sa bene che non ho mai fatto uso né dell’una né dell’altra.
Devo ammettere che, considerato il clima politico, l’idea di dimettermi l’avevo anche valutata. Ma le continue richieste e sollecitazioni dei cittadini – che vedono un’amministrazione e soprattutto un sindaco poco sensibile e attento alle reali problematiche della città – mi hanno convinta ad andare avanti. Lo farò con la caparbietà e la determinazione che mi contraddistinguono, nel rispetto dei modicani e di tutti coloro che hanno sempre creduto in me.
Relativamente al 5G la parola finale spetta ai cittadini, che hanno dimostrato di essere attenti, informati e perfettamente in grado di distinguere tra ciò che si scrive e ciò che si fa.
La replica della Floridia
Leggo il comunicato del Partito Democratico di Modica, che ha scelto di votare a favore del nuovo Regolamento per l’installazione delle stazioni radio base, dichiarando come unico obiettivo quello di “porre fine al Far West” sul nostro territorio. Un’affermazione che merita qualche puntualizzazione, perché la verità – quella sì, spesso dimenticata – racconta tutt’altro.
Il vero Far West non nasce durante l’Amministrazione Abbate, come qualcuno tenta di far credere, ma risale al 2009, quando fu predisposto un piano antenne con allocazioni puntuali che ignoravano completamente i siti sensibili. È proprio quel piano, voluto e approvato da amministrazioni sostenute dal PD, ad aver creato il quadro normativo che ancora oggi permette alle società di installare impianti nei siti indicati dalle vecchie mappe di localizzazione e in futuro dalla mappa delle localizzazioni approvata in quest’ ultimo consiglio comunale.
Viene spontaneo chiedersi: dov’era allora il consigliere Spadaro, oggi così solerte nel puntare il dito?
Se c’è stato un periodo in cui si è provato realmente a mettere un freno a questo fenomeno, quello è stato proprio durante l’Amministrazione Abbate. In quegli anni la linea è sempre stata chiara e contraria, e fu approvata perfino una delibera che vietava l’installazione delle antenne.
Per questo rispedisco al mittente accuse e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento. La città non ha bisogno né di ipocrisie né di ricostruzioni distorte della realtà. E chi mi conosce sa bene che non ho mai fatto uso né dell’una né dell’altra.
Devo ammettere che, considerato il clima politico, l’idea di dimettermi l’avevo anche valutata. Ma le continue richieste e sollecitazioni dei cittadini – che vedono un’amministrazione e soprattutto un sindaco poco sensibile e attento alle reali problematiche della città – mi hanno convinta ad andare avanti. Lo farò con la caparbietà e la determinazione che mi contraddistinguono, nel rispetto dei modicani e di tutti coloro che hanno sempre creduto in me.
Relativamente al 5G la parola finale spetta ai cittadini, che hanno dimostrato di essere attenti, informati e perfettamente in grado di distinguere tra ciò che si scrive e ciò che si fa”






