Sempre più viaggiatori che devono raggiungere la provincia di Ragusa scelgono una rotta alternativa e inattesa: volare da Milano a Malta e poi proseguire in catamarano verso la Sicilia.
Una soluzione che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata marginale e invece oggi diventa, per molti, la più conveniente in termini di costi e tempi. Un dato che racconta meglio di tante analisi lo stato in cui si trova l’aeroporto di Comiso.
Il comitato: “Comiso abbandonata, la domanda c’è ma viene ignorata”
Nel comunicato diffuso dal Comitato per l’aeroporto di Comiso viene espresso un rammarico profondo. Secondo il gruppo, il fallimento non riguarda solo il caro voli ma soprattutto la scelta di non rendere lo scalo realmente operativo. Un’infrastruttura che dovrebbe servire un intero territorio rimane invece quasi paralizzata, mentre migliaia di persone cercano soluzioni alternative per tornare a casa durante le festività.
Un prezzo che, nella percezione degli utenti, batte nettamente quello delle tratte disponibili sugli aeroporti siciliani più vicini, soprattutto quando Comiso rimane privo di una programmazione stabile.
SAC sotto accusa
Il comunicato contesta apertamente anche la posizione della SAC, la società che gestisce gli scali di Catania e Comiso. Negli anni si è ripetuto che i voli su Comiso non avrebbero registrato percentuali di riempimento adeguate, ma secondo il comitato l’esperienza attuale dimostra l’opposto. La domanda esiste, affermano, ma viene ignorata o trattata in modo inefficiente. Il nodo, secondo i firmatari, è proprio qui: un’aeroporto che potrebbe alleggerire il traffico di Catania e servire un territorio dinamico rimane invece marginale, con una gestione giudicata “inefficace ed inefficiente”. Il comitato sollecita un intervento immediato. Non usa mezzi termini nel chiedere la riattivazione e il riposizionamento di rotte su Comiso, ritenute indispensabili per garantire ai cittadini un servizio adeguato.







