Il nuovo decreto regionale sulla videosorvelgianza chiarisce la distribuzione dei 15 milioni destinati ai Comuni siciliani ma, guardando da vicino i dati, emerge un quadro poco rassicurante per la provincia di Ragusa.
Da un lato solo quattro centri iblei ottengono il finanziamento complessivo di 546.959 euro, dall’altro un numero insolitamente alto di Comuni locali finisce nell’elenco dei non ammessi, spesso per motivi tecnici legati alla cantierabilità dei progetti .
Cosa prevede il decreto
Il provvedimento regionale approva la graduatoria degli interventi ammessi, fissando un tetto massimo di 150 mila euro per progetto. Le richieste presentate tra settembre e ottobre 2025 sono state 239, ma solo 109 hanno superato la selezione. La Regione privilegia i Comuni che non hanno ricevuto finanziamenti analoghi negli anni precedenti e richiede progetti immediatamente cantierabili, con tutta la documentazione completa.
I quattro Comuni iblei che ottengono i fondi
I finanziamenti in provincia si concentrano su Comiso, Pozzallo, Santa Croce Camerina e Scicli. Comiso riceve 97.000 euro per il sistema collegsto alle nuove ZTL, cifra più bassa rispetto agli altri centri per via della rimodulazione del progetto. Pozzallo e Scicli ottengono 150.000 euro ciascuno mentre Santa Croce Camerina ne riceve 149.959, praticamente l’importo pieno. Rimangono fuori città più grandi come Ragusa e Modica che quest’anno non risultano in nessun elenco.
Il caso degli esclusi: molti Comuni iblei respinti
L’elenco dei non ammessi mostra una tendenza evidente: buona parte dei progetti viene bocciata perché “non immediatamente cantierabile”, una formula che ricorre decine di volte e che riguarda anche diversi Comuni della provincia di Ragusa. NEl dettaglio risultano esclusi: – Acate, il cui progetto da 150.000 euro è stato scartato perché non immediatamente cantierabile. – Giarratana, che aveva presentato un intervento da 149.972 euro, anch’esso giudicato non cantierabile. – Comiso, che oltre al progetto finanziato ne aveva presentato un secondo (“Comiso Vigile”, 122.000 euro) respinto per diverse mancanze documentali, tra cui istanza del sindaco, verbale di verifica e schema di bando. – Monterosso Almo, estromesso per non cantierabilità. – Chiaramonte Gulfi, esclusa perché mancano verbale di verifica e schema di bando. – Vittoria, che aveva presentato un progetto da 150.000 euro per il mercato ortofrutticolo ma non perfettamente cantierabile. È evidente come la causa dominante riguardi la fase preparatoria dei progetti: molti Comuni non sono riusciti a fornire un piano immediatamente avviabile, completo di verifiche tecniche, validazioni e documenti obbligatori.
Dati discordanti tra iblei e resto dell’isola
Il confronto con le altre province è netto. Messina ottiene 5,5 milioni finanziando 39 Comuni, Catania oltre 2 milioni con 14 progetti, e anche Enna supera i 1,9 milioni. La provincia di Ragusa si ferma a meno di 550 mila euro e solo quattro COmuni finanziati, mentre gli esclusi diventano più numerosi degli ammessi. La lettura delle schede provinciali conferma che altre realtà hanno presentato progetti tecnicamente più completi e già pronti per la gara o l’affidamento, requisito decisivo per l’ammissibilità.
Le ragioni tecniche dell’esclusione
Nella maggior parte dei casi la motivazione è identica: “progetto non immediatamente cantierabile”, espressione che nelle schede di valutazione indica l’assenza di documenti come: – verbale di verifica – validazione del progetto – schema di bando o di affidamento – firma del legale rappresentante – dichiarazioni integrative richieste dal bando Alcuni casi sono ancora più evidenti: diversi Comuni presentano istanze incomplete o addirittura mancanti, rendendo impossibile procedere con la valutazionei. In provincia di Ragusa, Comiso e Chiaramonte Gulfi rientrano proprio in questo scenario.
Le dichiarazioni di Schifani e Aricò sulla nuova graduatoria
Nel frattempo da Palermo arriva la presa di posizione del governo regionale che rivendica la scelta di puntare con decisione sulla videosorveglianza urbana. “Il mio governo sostiene le amministrazioni che hanno necessità di potenziare la vigilanza nei propri territori ” afferma il presidente Renato Schifani, sottolineando come la priorità resti quella di coprire le aree ancora prive di sistemi adeguati e garantire più sicurezza ai cittadini. A lui fa eco l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, che definisce l’intervento “un passo concreto verso il miglioramento della sicurezza” . Secondo ARicò, entro il 2026 molti Comuni potranno dotarsi di impianti moderni e finalmente funzionali anche al lavoro di controllo del territorio.
In attesa dei decreti di finanziamento
La Regione procederà ora con l’attribuzione formale delle somme e l’impegno di spesa, mentre i Comuni esclusi potranno eventualmente presentare ricorso. Resta comunque un dato che peserà nella discussione politica locale: la provincia di RAgusa, pur con numerose istanze, vede finanziato appena un progetto su sei e resta fra i territori meno coperti dai nuovi sistemi di videosorveglianza.







