Modica – È stato fermato il presunto responsabile dell’incendio che, nei giorni scorsi, ha distrutto tre auto civetta della Guardia di Finanza parcheggiate accanto alla tenenza di corso Umberto.
L’uomo, di origine tunisina, è stato identificato grazie a un’operazione stanotte congiunta di polizia, carabinieri e fiamme gialle dopo la visione delle immagini di videosorveglianza della zona.
Il rogo, avvenuto nelle ore notturne, aveva immediatamente fatto scattare l’allarme. Restano ancora da chiarire le motivazioni che avrebbero spinto l’uomo a compiere il gesto, considerato dagli investigatori un atto deliberato.
Solidarietà alle forze dell’ordine era stata espressa da istituzioni locali e rappresentanti del territorio, che hanno condannato l’episodio come un attacco diretto allo Stato.
Anche i consiglieri comunali di Modica, in maniera trasversale, hanno condannato fermamente l’attacco alle . “Il Consiglio comunale- si legge nella nota a firma del presidente Mariacristina Minardo- auspica che su questo episodio venga fatta piena chiarezza e ribadisce la massima fiducia nel lavoro degli inquirenti e delle autorità competenti. Allo stesso tempo, invita a non cedere a letture allarmistiche o divisive: è nei momenti più delicati che le istituzioni devono saper offrire equilibrio, coesione e responsabilità”.
La Presidente Minardo sottolinea l’importanza di mantenere un confronto continuo con la Prefettura e con tutte le istituzioni preposte, affinché siano garantiti adeguati livelli di sicurezza e prevenzione sul territorio.
“Modica resta una comunità unita, rispettosa e consapevole del valore del vivere civile. Un episodio isolato- conclude la nota- non può mettere in discussione questo patrimonio condiviso, che continueremo a difendere insieme, con fermezza ma anche con serenità istituzionale”. Nel corso dei diversi interventi in aula, i consiglieri hanno espresso profonda preoccupazione per il grave episodio verificatosi nel cuore della città della Contea. “Un fatto serio- hanno commentato in tanti-, che merita attenzione e un fermo richiamo ai valore di convivenza civile e di rispetto delle istituzioni”.







