La crisi economica che sta soffocando molti enti locali dell’Isola si fa sempre più visibile. Dopo l’appello lanciato da CGIL Sicilia e da CGIL Ragusa, decine di amministrazioni hanno deliberato l’adesione alla proposta di intervento pensata per assicurare liquidità immediata ai Comuni in dissesto o pre-dissesto. Tra questi, Modica, Pozzallo, Chiaramonte Gulfi e Acate.
Cosa prevede la proposta
La richiesta avanzata da CGIL Sicilia e CGIL Ragusa è chiara: inserire nella prossima legge di bilancio una norma che consenta ai comuni fino a 60 mila abitanti, in dissesto o incapaci di rispettare un piano di riequilibrio pluriennale, di accedere a un finanziamento tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Il plafond previsto per questa misura è di 150 milioni di euro.
Secondo i sindacati, l’attuale sistema di dissesto finanziario non basta più: su 74 enti siciliani che l’hanno adottato, oltre il 54 per cento — cioè 40 comuni — non è riuscito a presentare un bilancio stabilmente riequilibrato entro i termini previsti. La mancanza di liquidità, avvertono, blocca stipendi, stabilizzazioni, piante organiche e mette a rischio i servizi essenziali, con ripercussioni anche sulle cooperative sociali.
Due emendamenti puntano a tradurre la proposta in norma: il fronte parlamentare si muove
Segnali concreti arrivano anche dal Parlamento. Due emendamenti — uno presentato dal senatore Antonio Nicita e un altro a firma delle senatrici Ketty Damante e Elisa Pirro — propongono l’introduzione dell’articolo 122-bis nella legge di bilancio, finalizzato a sospendere fino al 31 dicembre 2027 alcuni adempimenti fiscali gravanti sugli enti locali in crisi, dando loro fiato e respiro economico.
Il dibattito in Aula è previsto entro il 15 dicembre, quando la manovra finanziaria sarà approvata definitivamente: un passaggio cruciale per capire se la proposta avrà concreta attuazione.
Oltre la contabilità: cosa rischiano i cittadini e i lavoratori
La situazione non è solo economica. I segretari di sindacato descrivono una crisi che rischia di far saltare servizi fondamentali per quotidiani: dalla manutenzione urbana, ai servizi sociali, passando per lo stipendio dei dipendenti comunali e la stabilità del personale di cooperative.
In provincia di Ragusa, secondo il sindacato, ci sarebbero circa cinquanta posti scoperti che non possono essere coperti a causa del blocco delle assunzioni. In molti enti, il dissesto — lungi dall’essere la soluzione definitiva — rischia di diventare un circolo vizioso: non basta dichiararlo per uscire dalla crisi.






