Un matrimonio celebrato nella cattedrale di San Giorgio a Ibla si è trasformato in un caso di denuncia. Al termine della cerimonia, dal sagrato sono stati fatti esplodere fuochi d’artificio — una sequenza di batterie pirotecniche accese in modo del tutto abusivo e senza alcuna autorizzazione — che hanno colpito le facciate di palazzi storici adiacenti, causando danni e imbrattature.
Grazie alla visione delle telecamere del Comune e all’intervento coordinato della polizia – la Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Ragusa insieme alla Polizia Locale – è stato ricostruito quanto accaduto. A commissionare i fuochi, secondo gli accertamenti, sarebbero stati gli sposi stessi; l’accensione è stata invece eseguita da un uomo di 47 anni residente a Vittoria, sprovvisto di qualsiasi titolo abilitativo. Per questo motivo l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica per accensione di fuochi d’artificio in luogo pubblico senza autorizzazioni, copertura assicurativa, e tutte le altre prescrizioni richieste dalla normativa in vigore.
In Italia i fuochi d’artificio utilizzati in spettacolI o eventi pubblici devono rispettare regole precise. Serve una specifica autorizzazione secondo l’articolo 57 del T.U.L.P.S., soprattutto quando l’accensione avviene «in luogo aperto al pubblico» come nel caso del sagrato di una chiesa. I materiali devono essere conformi, e l’evento deve essere coperto da assicurazione per eventuali danni a persone o cose. Se questi requisiti mancano si commette un illecito, con possibilità di sanzioni.
Non è la prima volta che nella zona del quartiere barocco del centro storico di Ragusa Ibla succedono incidenti simili. I proprietari degli edifici danneggiati, alcuni appena restaurati, già avevano minacciato di chiedere risarcimenti, visto che le pareti sono state “imbrattate” da fumo e residui pirotecnici.






