“Questo non è amore”: la Polizia di Ragusa parla con i cittadini contro ogni forma di violenza

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La Polizia di Stato ha incontrato martedì i cittadini al centro commerciale Ibleo a Ragusa per rilanciare la campagna permanente “… questo NON è AMORE 2025”, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Una presenza costante per l’intera giornata di ieri, accompagnata dall’inaugurazione di una panchina rossa che diventa simbolo di memoria e responsabilità civile, un gesto semplice ma denso di significato che ha attirato l’attenzione di tanti visitatori, anche un po sorpresi dalla forte partecipazione.

La voce degli agenti tra la gente

Dopo la breve cerimonia, alla quale ha preso parte il Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura, Rosario Amarù, gli agenti hanno distribuito materiale informativo spiegando come riconoscere i diversi volti della violenza. È stato ricordato che può manifestarsi in molti modi, non solo fisicamente, e che i segnali d’allarme spesso compaiono già nella quotidianità di una relazione, nel momento di crisi o nelle delicate fasi di separazione. I poliziotti hanno insistito sull’importanza di chiedere aiuto, confidarsi, non sentirsi responsabili, non cedere ai ricatti psicologici ma trovare il coraggio di parlare e denunciare, anche quando sembra tutto più compliccato.

Un ruolo centrale è stato dedicato all’Ammonimento del Questore, definito uno strumento amministrativo preventivo e gratuito che serve a tutelare le vittime e far cessare comportamenti molesti, minacce o intrusioni. Da inizio anno ne sono stati emessi 15, richiesti da vittime di atti persecutori che non hanno voluto presentare querela o coinvolte in episodi di violenza domestica. Accanto a questi numeri, nello stesso periodo, sono state avanzate 24 proposte di sorveglianza speciale “qualificata” verso soggetti ritenuti socialmente pericolosi e accusati di maltrattamenti, stalking e reati commessi tra le mura di casa, spesso sotto gli occhi di minori.

Dopo la denuncia, il sostegno continua

La Questura ha ribadito che il proprio impegno non si esaurisce con l’emissione dei provvedimenti. L’assistenza prosegue infatti anche dopo, grazie alla collaborazione con altri attori istituzionali e a protocolli che puntano a un’azione più ampia e completa. È stato rinnovato l’accordo con l’Istituto Paideia e per la prima volta è stato firmato un protocollo con il Comune di Vittoria per avviare percorsi di recupero rivolti all’uomo maltrattante.

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