Fiato sospeso per la sorte di Cuffaro, gli scenari possibili: i mal di pancia dell’on. Abbate
A breve, con ogni probabilità entro fine mese di novembre, il Giudice per le Indagini Preliminari si pronuncerà sulla richiesta di arresto domiciliare della Procura della Repubblica di Palermo, nei confronti di Totò Cuffaro, accusato dei reati di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione.
Sono due gli scenari che possono verificarsi: se non ci sarà la convalida, si abbasseranno i toni, la vicenda uscirà dagli onori della cronaca e magari, con il trascorrere del tempo, l’indiziato potrà rientrare nell’agone politico portandosi dietro i suoi adepti.
Se, invece, ci sarà la convalida dell’arresto l’unica opzione possibile sarà una transumanza, verso nuovi orizzonti politici, di una moltitudine di persone composta da deputati uscenti, sindaci, assessori, consiglieri comunali, portaborse, segretari particolari solo per indicarne alcuni.
Quali ripercussioni si avranno in provincia di Ragusa e quale potrà essere il futuro di iscritti e sostenitori della Dc di Cuffaro nell’area iblea?
Il più importante dal punto di vista politico, l’on. Ignazio Abbate, è riuscito ad inimicarsi la quasi totalità dei partiti del centro destra – del centro sinistra in questo caso sarebbe superfluo anche solo parlarne – per tutta una serie di fughe in avanti che hanno fatto storcere il naso alle altre forze della coalizione che sostiene la Meloni e Schifani rispettivamente in ambito nazionale e regionale.
L’unico spiraglio, che tra l’altro va sempre più restringendosi, potrebbe essere un suo ingresso nel Movimento per l’Autonomia di Lombardo, ma anche qui cozzerebbe con le legittime aspirazioni di chi da tempo ne fa parte. Mentre non è escluso un ritorno nell’Udc che verrebbe resuscitato, per fare l’operazione inversa di tre anni fa: almeno richiama lo scudo crociato.
Trovare spazio per candidarsi con altri partiti del centro destra è praticamente impossibile: Forza Italia è in overbooking con Cassì, Leontini e qualche altro outsider; Fratelli d’Italia riconfermerà Assenza, già capogruppo all’Assemblea Regionale Siciliana.
Quindi “mala tempora currunt” per Abbate che, a meno di qualche miracolo, dovrebbe rimanere escluso addirittura dalla semplice corsa alla candidatura per un seggio regionale e che, per ingannare l’attesa di un suo tentativo di ritorno a Palazzo San Domenico, potrebbe cimentarsi in qualche opzione di sottogoverno. Da qui i forti mal di pancia.
Scendendo qualche gradino passiamo a consultare la sfera di cristallo per leggervi il futuro dell’unico Sindaco – Fidone primo cittadino di Acate – e della schiera di Assessori e Consiglieri Comunale vicini all’on. Abbate.
A parte il Sindaco Fidone che dovrebbe rimanere in carica, a meno di stravolgimenti imprevisti, fino al 2028, si è già verificata una vera e propria morìa di Assessori “abbatiani” – ultimo in ordine di tempo D’Asta a Ragusa – e di transiti di Consiglieri Comunali verso lidi diversi e più accoglienti di quello della DC.
Fra gli Assessori e i Consiglieri chi potrà tornare alla sua professione di origine non dovrebbe subire contraccolpi, anzi potrebbe essere il momento giusto per dedicarsi agli affetti e agli hobbies e magari passare la mano ad altri.
Gli altri, con buona probabilità, andranno ad ingrossare le fila dei “cassintegrati della politica”, andando ad occupare segreterie tecniche e politiche degli assessori regionali, oppure a ricoprire il ruolo di “portaborse” di onorevoli del nuovo partito in cui sono entrati, oppure ancora a ricoprire il ruolo di componenti dei consigli di Amministrazione di enti e partecipate regionali.
Peppe Privitera
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