Dopo il post pubblicato su Facebook dall’ex sindaco Piero Torchi, a Modica si è riacceso il dibattito sul ritorno di Eurochocolate e sul possibile nuovo corso dei rapporti con Eugenio Guarducci.
Il patron dell’Eurochocolate di Perugia , infatti, sembra pronto a voltare pagina e a superare gli inconvenienti e i malumori nati negli anni dell’amministrazione Abbate, aprendo alla possibilità di una nuova collaborazione con la giunta Monisteri.
La vision di Guarducci è che Eurochocolate — o una sua declinazione forte — possa tornare a calcare le strade di Modica come non accadeva da anni. Ed è significativo che dietro questa ipotesi compaia il nome di Eugenio Guarducci, patron del festival internazionale del cioccolato con base a Perugia, che non ha perso fiducia in Modica nonostante le ferite del passato.
Il dialogo si è riavviato tra la nuova amministrazione comunale guidata da Maria Monisteri e Guarducci, che ha incontrato, lo scorso ottobre, gli assessori comunali Tino Antoci e Antonio Drago in occasione dell’inaugurazione del Museo esperienziale Città del cioccolato a Perugia.
Anche in quella occasione ha illustrato una visione ambiziosa per Modica. Noi abbiamo intervistato Guarducci che si candida addirittura al ruolo di assessore al cioccolato per Modica, sarebbe il primo assessore al ciocccolato del mondo e Guarducci non si ritiene assulutamente fuori di testa per tale, lungimirante, proposta: “La prima cosa che farei è una riunione con tutti, direi: signori, dimentichiamo quello che è stato fatto negli ultimi dieci o quindici anni. Ripartiamo da zero.”
Ed è proprio quel “dimentichiamo” adesso risuonare pesante, perché a far da sfondo ci sono anni di tensioni, debiti e mancate collaborazioni sotto le amministrazioni precedenti.
Il passato complicato e i debiti accumulati
Il richiamo al passato non è casuale. Gli errori secondo Guarduci ci sono stati e non solo economici. Daltronde in questo articolo avevamo già raccontato che per l’edizione del 2015 dello stand Modica-Expo, la società di Guarducci avrebbe atteso 100 mila euro dal Comune senza ottenere il pagamento, e che una somma di 150 mila euro (anch’essa relativa ad impegno dell’amministrazione Abbate) è stata recuperata solo dall’attuale amministrazione. Tutto ciò pesa come un macigno sul rapporto città-evento-cioccolato.
Guarducci rilancia: “Modica può diventare la grande Modica d’Italia”
Nell’intervista, Guarducci non si limita a tessere buone intenzioni: propone un piano concreto per Modica. “C’è bisogno di un’energia forte”, dice, e ipotizza un assessore al cioccolato che si occupi anche di sviluppo economico, sociale e culturale della città.
“Modica non merita ciò che oggi viene chiamato ‘museo del cioccolato’: merita molto di più… qualcosa capace di attrarre turismo qualificato e motivato, legato non solo al cioccolato ma anche al mare, ai prodotti tipici, alla storia, alla cultura, al patrimonio UNESCO.”
E aggiunge: “Modica ha potenzialità enormi… è come se avesse il petrolio ma non ancora la trivella”.
Il rilancio passa dunque anche – ma non solo – dal cioccolato: da un brand storico che deve tornare a rendere centrale il nome di Modica nell’offerta culturale e turistica.
D’altra parte, Guarducci è chiaro: “Se serve, io ci sono. Non è che mi manchi da fare, ma per Modica questo lo farei. Sarebbe il primo assessore al cioccolato del mondo, credo. Già questo farebbe parlare. Un assessorato che si occupi dello sviluppo economico, sociale e culturale di Modica, che oggi ha più che mai bisogno di valorizzare questo patrimonio storico e identitario del cioccolato per risollevare anche il centro storico, che negli ultimi anni ho trovato un po’ indebolito e affaticato.
Ci sono segnali evidenti. Lo dico da persona che frequenta Modica di anno in anno e l’ha vista trasformarsi. Nel 2005, non dico dal nulla, ma da pochi volenterosi, si creò un vero rinascimento del cioccolato modicano, che contribuì a rafforzare la dimensione della città. Il cioccolato non era l’unico elemento, certo, ma attraverso di esso si è diffusa la conoscenza di Modica, dei suoi monumenti, del suo mare, del territorio, dei prodotti tipici.
Se abbiamo partecipato all’Expo di Milano con Modica protagonista per sei mesi, è perché quel lavoro aveva dato frutti enormi”.
Guarducci immagina come primo atto una riunione capace di azzerare le tensioni degli ultimi dieci o quindici anni, invitando tutti a ripartire da zero con umiltà e con la volontà di lavorare al bene comune. La sua proposta si articola in due direttrici: replicare anche a Modica l’esperienza maturata a Perugia, dove di recente è stato inaugurato un museo dedicato alla cultura del cacao, e ridare slancio a un evento che negli anni si era indebolito tra contestazioni e defezioni dei produttori.
Secondo Guarducci, per riuscirci servirebbe un nuovo patto per la città, affidato a una figura competente e capace di gestire con visione tecnica e manageriale questa fase di transizione. Un ruolo che lo stesso patron di Eurochocolate ritiene di poter ricoprire, forte anche dell’esperienza maturata ad Assisi come assessore tecnico alla cultura e al turismo. Modica, conclude, potrà cogliere questa occasione solo se avrà il coraggio di compiere un passo decisivo.
“Con l’amministrazione di Modica – ha affermato Guarducci – abbiamo ragionato su questi temi. Fin da allora dissi che serviva una figura nuova. Forse sarà sembrata la proposta di un matto, non lo so. Sicuramente non sono una persona abituata a schemi tradizionali. Però ho visto curiosità. Come poi la cosa sia stata discussa internamente non lo so.
So solo una cosa: è l’unico modo per risolvere questioni che, altrimenti, si arrugginiranno sempre di più. Manca il rispetto dei ruoli: chi fa il cioccolatiere deve fare il cioccolatiere; chi dirige un consorzio deve portare avanti la mission del consorzio; e chi organizza eventi deve fare l’organizzatore. Non si può essere tuttologi”.
L’intervista completa segnala come i rapporti con la città “non sono mai stati chiusi”, ma che “quello che è accaduto mi ha profondamente ferito non tanto per i soldi ma per come sono stati gestiti i rapporti umani”.
Sotto il profilo economico Guarducci appare con le idee piuttosto definite.
“Le buone idee non hanno difficoltà a trovare finanziamenti. Servono idee ambiziose. Se i progetti non sono all’altezza della storia e della cultura di Modica, allora è meglio non presentarli.
Modica non merita ciò che oggi viene chiamato ‘museo del cioccolato’, merita molto di più, qualcosa capace di attrarre turismo qualificato e motivato, legato non solo al cioccolato ma anche al mare, ai prodotti tipici, alla storia, alla cultura, al patrimonio UNESCO.
A Perugia abbiamo trovato risorse attraverso percorsi che si possono replicare anche a Modica. Se ne può parlare con la Regione e col governo nazionale. Certo, se uno si presenta a mani vuote, con atteggiamento da mendicante, non otterrà mai nulla. Servono idee e progetti convincenti, e persone in grado di rappresentarli con autorevolezza. Io non mi autopropongo certo per rovinarmi la reputazione.
Modica non sarà vista come la piccola Perugia del Sud, ma la grande Modica d’Italia. Ha potenzialità enormi. Ha un aeroporto a un’ora di distanza centinaia di volte più performante del nostro piccolo aeroporto qui vicino. Modica è come se avesse il petrolio ma non ancora la trivella, o chi la aziona ogni mattina.
Servono determinazione, passione e coraggio. E i problemi finanziari si risolvono, a volte persino meglio in un comune in dissesto che in uno in buona salute”.
Una nuova fase per l’amministrazione Monisteri?
In attesa che l’amministrazione decida se raccogliere o meno la proposta di Guarducci, una cosa appare ormai evidente: sul tavolo c’è una possibile svolta che potrebbe ridisegnare il futuro del cioccolato modicano e riportare Modica dentro un circuito nazionale da cui si era lentamente allontanata.
I prossimi mesi diranno se la città avrà davvero la forza di riaccendere una storia che sembrava essersi interrotta troppo in fretta. Intanto ChocoModica tornerà in primavera con il suo format tradizionale, confermando la volontà dell’amministrazione di non interrompere il percorso avviato. Ma la proposta di Guarducci, concreta e allo stesso tempo visionaria, continua a far discutere: affascina chi sogna un rilancio vero del brand Modica e, allo stesso tempo, spaventa chi teme scossoni in una fase già segnata da fragilità economiche e scelte delicate.






